Smaltimento dei rifiuti, Terzigno dice sì all’Ato3


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Nell’ultimo consiglio comunale del 30 dicembre scorso si è approvato all’unanimità dai membri presenti, la partecipazione del Comune di Terzigno alla legge della Regione Campania sul riordino del servizio di gestione rifiuti urbani e assimilati in Campania.



Questa legge in sintesi disciplina l’organizzazione e lo svolgimento del servizio di gestione rifiuti urbani e assimilati nella Regione Campania, in conformità con i principi definiti dalla disciplina comunitaria per garantire la tutela dei diritti degli utenti, la protezione dell’ambiente, l’efficienza e l’efficacia del servizio, il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, e l’uso efficiente delle risorse. La stessa legge disciplina anche l’individuazione, la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati sul territorio regionale. Bisogna disciplinare alcune sigle formulate dalla legge stessa. Sono intese come ATO, ambiti territoriali ottimali, la dimensione territoriale per lo svolgimento da parte dei comuni in forma obbligatoriamente associata delle funzioni di organizzazione e gestione dei rifiuti urbani loro attribuiti dalla legislazione nazionale e regionale, secondo i principi di efficienza, efficacia, economicità trasparenza e sostenibilità ambientale. In sintesi Terzigno è uno dei comuni del vesuviano che prenderanno sì parte al progetto, ma inseriti nel gruppo del comune capo fila che è Torre del Greco.

La responsabilità ricade sul comune del napoletano per numero e densità di popolazione. Oltre agli ATO, vi sono gli STO, sistema territoriale operativo. Il compito degli appartenenti agli STO (Terzigno) inseriti agli interni agli ATO (Torre del Greco) è quella di consentire l’organizzazione puntuale dei servizi in base alle diversità territoriali finalizzate all’efficienza della gestione. In questo caso ci dovrebbero essere un controllo e un monitoraggio maggiore sul servizio e sul versamento dei rifiuti. La Regione poi, si è riservato il diritto di nominare un commissario ad acta qualora non vi sia partecipazione da parte del Comune a questo tipo di partecipazione.

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