Respinge le accuse l’ex sindaco di Pompei, Claudio D’Alessio, finito ai domiciliari nel vortice che ha sconvolto la gestione del cimitero cittadino. L’ex primo cittadino è accusato di aver fatto esumare un cadavere per favorire la sepoltura di un amico di famiglia.

Ieri, davanti al Gip, però, l’avvocato della città mariana ha negato ogni addebito: «Ho agito semplicemente per aiutare una famiglia in difficoltà, il mio è stato un gesto di umanità e non ho agito per altri scopi».

D’Alessio è stato l’ultimo ad essere ascoltato dai giudici che adesso valuteranno le richieste di sospensioni delle misure cautelari per le 9 persone finite in manette.

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