La città entra in azione per bonificare le aree verdi finite nella rete dell’abbandono dei rifiuti, e particolarmente dei ritagli di stoffa, quei residui tessili che invadono la zona vesuviana. Non si tratta, dunque, di vere e proprie bonifiche ma di mera rimozione di sacchi e borsoni dove sono contenuti pezzi di stoffe non più utilizzabili dagli stabilimenti del territorio, spesso a conduzione dei cittadini cinesi ma anche di imprenditori del posto.

Ottaviano, in tal senso, ha deciso di intervenire quantomeno per liberare il territorio dagli scarti tessili, ormai diventati una consuetudine per tutta l’area a ridosso del vulcano: pieni ne sono, infatti, oltre ad Ottaviano anche le città limitrofe come San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, San Gennaro Vesuviano, Somma Vesuviana, Poggiomarino e Striano. Il Comune di Ottaviano ha così siglato un contratto con una ditta specializzata di Sant’Antonio Abate che procederà con la raccolta dei ritagli di stoffa disseminati in lungo ed in largo tra i “polmoni verdi” della città di Ottaviano. Il costo dell’operazione è di quattromila euro più duecento euro per gli oneri di sicurezza.

Un intervento che oltre a cancellare il “pugno nell’occhio” e l’inciviltà è anche utile a ridurre il pericolo di incendi dolosi e tossici. I ritagli di stoffa, infatti, sono facilmente infiammabili e spesso i roghi nocivi vengono appiccato proprio partendo dagli scarti di natura tessile.

rifiuti tessili