Un’ora e mezza di “lectio magistralis”, in compagnia dello storico vesuviano Luigi Iroso, professore liceale prima e dirigente scolastico poi – adesso in pensione – che ha fatto visita a Striano. Autore di numerosi testi classici e storici locali, Iroso è stato ospite ieri pomeriggio a Striano nella Sala Consiliare per presentare uno dei suoi ultimi lavori dal titolo “Napoli sfregiata, frammenti di vita e di strada 1860-1864”, inaugurando il primo degli appuntamenti culturali natalizi, voluti e programmati dall’amministrazione comunale strianese.

Un incontro all’insegna della cultura, patrocinato dal comune dell’agro-vesuviano alla presenza del sindaco Aristide Rendina e dell’assessore alle politiche culturali Rosa Rega, con il contributo organizzativo dell’artista Antonio Lanzetta e dei “lettori” oltre che moderatori per l’occasione, Rosalia Gravetti e Ciro Esemplare. Il tutto accompagnato e condito dalle note della Scuola di musica “Happy Music” degli allievi del maestro Vincenzo Vincenti. Dopo le presentazioni e i ringraziamenti di rito, ha preso la parola il sindaco Rendina, che richiamandosi al testo di Luigi Iroso ha evidenziato come «la questione meridionale, decennale argomento di studio e di critica storica, rimane ancora un tema apertissimo. I fatti di cronaca politica e criminale degli ultimi tempi, mafiacapitale, Mose ed Expo, ha proseguito Rendina – dimostrano come la malavita condizioni la vita politica ed economica nei nostri territori, da Nord a Sud. Finché non ci libereremo da questo male endemico, sarà difficile assicurare un futuro migliore alle generazioni a venire. Occorre ostacolare la penetrazione malavitosa nelle istituzioni e nei nostri territori. Gli amministratori onesti devono dare una linea di condotta ben precisa e risultare impermeabili a certi tipi di rapporti e condizionamenti».

In effetti leggendo le pagine dell’opera di Luigi Iroso, si nota come i protagonisti e gli eventi di quel quadriennio partenopeo a cavallo dell’ Unità di Italia, non si discostino poi tanto dalle vicende del crimine e del malaffare attuali. Al lettore che gli chiede se il suo lavoro editoriale abbia dato un contributo alla rivisitazione e al ripristino della verità storica, Iroso risponde che «la rivisitazione del periodo c’è, contrariamente al silenzio, spesso inspiegabile, di altri autori di storia moderna e del Meridione. Io sono un assertore dell’ Unità d’ Italia e il libro nasce ad una reazione contro chi disapprova e fischia il Tricolore – incalza Iroso – Nel periodo 1860-1864 a Napoli e provincia ci sono miseria, degrado e camorra – prosegue l’autore – in tutte le manifestazioni della vita sociale, economica, lavorativa». Continua Luigi Iroso: «La “famosa” Unità d’ Italia è stata il frutto di un’ invasione calata dall’alto, non si è avuta mai una guerra ufficiale. Ve lo immaginate voi Garibaldi che giunge a Napoli in treno da Salerno? Che si presenta addirittura alle esequie di un certo Gambardella, noto camorrista partenopeo, deceduto dopo un agguato? E che dire del commissario prefettizio Liborio Romano, poi divenuto anche ministro, che con pacche sulle spalle e incarichi nel corpo della Guardia Nazionale, finì per legittimare il ruolo istituzionale e la figura di tanti criminali dell’epoca? Sono tutte verità storiche rimaste ignote per decenni. In quel periodo il popolo napoletano subisce passivamente monopoli criminali, contrabbando, corruzione, agguati, nosocomi fatiscenti, anche perché non scolarizzato, perché non ha riferimenti, non ha gli strumenti per scegliere, catapultato in una totale confusione di ruoli, in una continua commistione tra decisioni politiche sbagliate e malaffare».

Collegandosi poi all’intervento iniziale del sindaco Rendina, l’autore Iroso auspica che la politica, attraverso un continuo ricambio amministrativo e generazionale, magari con una legge che stabilisca un solo mandato elettivo, ed insieme ad una scuola più presente e vigile nella formazione delle nuove classi dirigenti, possano contrastare efficacemente la “cancrena criminale”, per far sì che non si avveri mai quella profezia secondo la quale «sarebbe più facile spostare il Vesuvio che poter debellare per sempre la camorra».

iroso