La bellezza del presepe che spesso tralasciamo, sta nella profondità del significato biblico, apotropaico e antropologico della scena presepiale e dei personaggi che la tradizione ha voluto che ne fossero protagonisti. La natività stessa è già ricca di simbologie profonde mitologiche e teologiche .

Perché tutto ebbe inizio da una grotta? Possiamo dare varie spiegazioni molto importanti per comprendere il mistero dell’Incarnazione. Gesù è la Luce che brilla nelle tenebre, come ci ricorda l’Apostolo Giovanni nel suo Prologo (1,1-18), e il mistero profondo entra nel mondo, squarciando i cieli e prendendo forma mortale, l’universale che si fa concreto nel buio di una cavità alla quale i Padri della Chiesa hanno dato varie interpretazioni. La grotta è intesa come “l’utero di Dio” dove Dio manifesta il Suo essere Padre e Madre, generando il suo Figlio unigenito, attivando quell’admirabile commercium di un Dio che si è degnato di nascere da una Vergine diventando un uomo e facendoci partecipi della sua divinità.

Altra simbologia, bellissima e profonda che la caratterizza, è l’essere il cuore di Dio dal quale nasce un germoglio “un virgulto dalle sue radici” (Isaia 11,1): “l’amato” (Mt 3-17). Sostare davanti alla grotta è lasciarsi trasportare dall’immenso mistero d’amore e di dolore della storia della rivelazione di un Dio che ha aperto i cieli su questo mondo che, come ieri, oggi e sempre è l’Emmanuele il Dio con noi.

La grotta nel suo significato profondo è quindi la porta che mette in contatto una realtà subumana e trascendente con l’umanità in tutta la sua caducità. Entrando al suo interno il tempo si ferma, l’Antico Testamento cede il passo al Nuovo Et antiquum documentum Novo cedat ritui (come ci ricorda San Tommaso nel suo inno Eucaristico). L’immagine della grotta la troviamo ancora al momento della deposizione dalla croce di Gesù: “vi era nel giardino un sepolcro nuovo”  (Gv19-41).

L’accezione data dal greco kaivòv, ossia nuovo, esprime un significato unico dell’ospite per eccellenza che avrebbe accolto il sepolcro e la grotta di Betlemme. Quella grotta ebbe il privilegio di essere illuminata dalla luce di colui che dirà poi: “io sono la luce del mondo” (Gv 8,12), il Messia, gloria come l’Unigenito del Padre pieno di grazia e di verità (Gv 1,14).

Presepe Grotta