È stata “generata” ieri mattina a Striano una delle primissime ricette dematerializzate, nell’ambito delle prescrizioni mediche erogate dai comuni che rientrano nel Distretto Sanitario 52 dell’Asl Napoli 3. Un processo articolato che coinvolge farmacisti, medici, organizzazioni di categoria, Asl, Regione, Agenzia delle Entrate, Inps.

La ricetta medica dematerializzata ha lo scopo di sincronizzare tutte le attività di prescrizione da parte del medico, di erogazione da parte della farmacia e, progressivamente di eliminare i supporti cartacei, la “ricetta rossa” per intendere. Come ha spiegato il medico di base Francesco Trippa che ha stampato la prima ricetta dematerializzata a Striano «imedici non riceveranno più blocchi di ricette cartacee ma solo una serie di numeri. Sono i numeri delle ricette elettroniche (Nre) che, generati dal un sistema informatico per conto del ministero dell’Economia e delle Finanze, verranno assegnati alle Asl. Queste ultime le forniranno ai medici sulla base degli attuali parametri e criteri utilizzati per la distribuzione dei ricettari cartacei. Il medico per poter prescrivere un farmaco o una visita specialistica – continua Trippa – si connetterà tramite il proprio Pc, o anche un tablet o uno smartphone, al sistema di riferimento e, dopo essersi identificato, effettuerà la prescrizione online utilizzando uno dei numeri di ricetta a lui assegnati. A questo numero di ricetta poi il medico assocerà il codice fiscale dell’assistito. Il sistema convaliderà il codice fiscale e tutte le informazioni di esenzione (per reddito e/o per patologia). A questo punto il medico completerà la ricetta con la prescrizione del farmaco e, con un semplice click, confermerà la generazione della ricetta elettronica sul server del ministero».

Il passaggio successivo viene illustrato ancora da Francesco Trippa: «Il medico stampa e consegna all’assistito un “promemoria” che riporta numero della ricetta, codice fiscale, eventuali esenzioni e prescrizione. Il promemoria garantisce all’assistito la possibilità di ottenere il farmaco anche in caso di assenza di linea o in presenza di qualsiasi altro inconveniente legato all’accesso al server». Prosegue Trippa: «Lo step conclusivo vede l’assistito recarsi con il promemoria in farmacia. Essa si collega al sistema mediante le chiavi di accesso rappresentate dal numero di ricetta e dal codice fiscale, accede alla ricetta elettronica e consegna il farmaco. La farmacia completa l’operazione inviando al server ministeriale i dati relativi all’erogazione (prezzo del farmaco, ticket, sconti in favore del Ssn) e i codici che individuano la singola confezione.

Conclude Trippa: «La ricetta dematerializzata si affiancherà sostituendosi gradualmente a quella “cartacea rossa”. Secondo le indicazioni del ministero della Sanità dovrebbe entrare in regime definitivamente dal primo febbraio 2015, per effetto di una gestione tutta telematica dell’intero processo. L’assistito ritirerà il farmaco o si sottoporrà a visite specialistiche o ad analisi cliniche fornendo solo la propria tessera sanitaria munita di microchip». Una piccola rivoluzione dunque in ambito sanitario che consentirà di monitorare la spesa farmaceutica e specialistica a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Considerato che ogni anno in Italia vengono erogate 600 milioni di ricette per una spesa totale di 900 milioni di euro, si potranno destinare un bel po’ di fondi in tanti settori e progetti nell’ambito medico e assistenziale.

ricetta elettronica