Un modulo distribuito ai cittadini di Terzigno per fare ricorso contro le cosiddette “pertinenze truffa” a riguardo della Tari. A scendere nuovamente in piazza è il MoVimento 5 Stelle della città vesuviana che ieri mattina ha avviato la battaglia contro le percentuali messe in atto da parte della Geset, la società che per conto del Comune recupera le imposte. Dunque, un’altra lotta che si affianca a quella delle fatture precedenti al 2012 ed emanate dalla Gori, per cui i pentastellati di Terzigno stanno distribuendo moduli da circa due mesi.

Ieri il “banchetto” dei “5 Stelle” si è fermato nella frazione di Boccia al Mauro e qui sono state centinaia le persone che hanno ritirato il proprio documento al fine di avviare il ricorso. Una nuova crociata, dunque, da parte dei pentastellati che già nei giorni scorsi hanno diffuso un manifesto, oltre a piazzare anche dei gazebo in strada, a riguardo della Tari. E quello lanciato dai “grillini” è un messaggio molto duro in cui si parla infatti «di una tassazione truffa sulle pertinenze da parte della Geset e autorizzata dal Comune». «Con la Tari del 2014 si è dato il colpo finale alle poche attività locali ancora rimaste in piedi e come se non bastassero i tanti tributi, legittimi ed illegittimi, si autorizza la Geset ad agire così come fatto con la Gori».

«Le pertinenze – avvisa il MoVimento – per legge non possono superare la tariffa numerica dello 0,716 ma in alcuni casi si è arrivati addirittura a 2,770». Insomma, un grave errore secondo i “5 Stelle” che invitano i terzignesi a controllare le fatture ed a chiedere il riconteggio prima di pagare per verificare che tutto sia in ordine. Per chi, invece, avesse già pagato – sempre che le pertinenze siano davvero “fuorilegge” – c’è la possibilità di provare con il ricorso. Naturalmente, nei prossimi giorni, la distribuzione continuerà in altre zone del territorio.

gazebo terzigno