Lo scorso 25 novembre, la Corte Suprema di Cassazione ha operato l’annullamento della sentenza di condanna, emessa nei confronti di appartenenti all’Arma dei Carabinieri (già in servizio presso la stazione di Palma Campania – F. D. G., M. G. e A. L. – ed uno tra loro, nell’attualità, ancora operativo presso la locale caserma, A. R.), per intervenuta prescrizione, in relazione a talune imputazioni,  e con la formula “perché i fatti non sussistono” per la parte restante delle medesime.

Sarà doveroso, però, attendere, come sempre, il deposito della motivazione, per le compiute valutazioni che i Giudici di piazza Cavour svolgeranno sulla intera vicenda e sulle decisioni dei precedenti gradi di giudizio.

È, comunque, opportuno ripercorrere, sia pure didascalicamente, due passaggi della requisitoria del Procuratore Genale, il quale ha definito “confuse” entrambe le sentenze che avevano condotto alla condanna dei militari e nient’affatto immacolata la “condotta” di quanti erano stati chiamati sul banco dei testimoni d’accusa.

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