Torna in cella Aniello Calafato, noto affiliato dell’area nolana e particolarmente di Saviano. A dare la notizia è l’esperto di cronaca nera e di camorra del quotidiano “Roma”, Giovanni Cosmo, che scrive: «Era stato condannato a sette anni e mezzo in via definitiva per associazione camorristica, estorsione e violenza privata, in quanto ritenuto esponente del clan capeggiato dai fratelli Pasquale, Carmine e Salvatore Russo, i ras del Nolano. Ma il pluripregiudicato 34enne Aniello Calafato, meglio noto come “Nello”, malvivente di Saviano, era libero, sottoposto alla sola sorveglianza speciale, e si era trasferito a Pistoia, mantenendo la residenza nel Nolano, dove aveva trovato lavoro come operaio in una piccola ditta metalmeccanica collegata alla Breda.

«E lì, nel pomeriggio di mercoledì scorso, i carabinieri lo hanno arrestato notificandogli l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli secondo il quale Calafato deve scontare in carcere la condanna. “Nello” Calafato era stato arrestato nel maxi-blitz, denominato “Blackjack”, che i carabinieri della Compagnia di Nola, coordinati dalla Dda di Napoli, portarono a termine il 30 luglio del 2010 contro il clan Russo di Nola. In manette finirono in nove e nel corso degli anni sono stati condannati tutti, sia in abbreviato che con rito ordinario».

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