Asl via da Sant’Anastasia, caso in Regione: «Nessun taglio dei costi, cittadini maltrattati inutilmente»


208

Sbarca in Regione il caso della delocalizzazione dell’Asl di Sant’Anastasia dalla sede di via Madonna dell’Arco. Il taglio dei presidi, infatti, colpisce proprio la popolazione anastasiana che sarà costretta a fare a meno del punto di guardia medica, 118, di farmacia pubblica a naturalmente di assistenza e visite di controllo.



Ma ad indagare sul provvedimento, in sostanza ad un passo dall’attuazione, sono stati due consiglieri regionali del Pd, Antonio Amato e Mario Casillo, secondo cui l’accorpamento delle Asl, che tra l’altro comporterebbe lo spostamento fuori città degli utenti di Sant’Anastasia, non condurrebbe ad alcun risparmio per le casse pubbliche. Dunque si tratterebbe di una misura inutile se non dannosa per la collettività.

Il nuovo immobile che sarebbe utilizzato per contenere gli archivi ed alcuni servizi dell’Asl, fanno sapere i consiglieri, è infatti quello del vecchio Distretto 50 «per cui – scrivono nell’interrogazione rivolta al presidente della Regione, Stefano Caldoro – l’ente pubblico sborserà 6mila euro al mese di fitto contro i 6.600 dell’edificio in via Madonna dell’Arco. Un risparmio di 600 euro al mese a cui però bisogna necessariamente mettere in conto anche i costi che saranno sostenuti per i lavori di restyling della nuova struttura, da tempo in disuso e dunque non utilizzabile in questo stato».

Amato e Casillo chiedono quindi al governatore se non è il caso di fermare il trasferimento e di chiarire, eventualmente, i motivi della scelta che di economico sembra non avere alcun vantaggio. «La popolazione è naturalmente in allarme – spiegano gli esponenti del Pd – chi non ha possibilità di spostarsi con mezzi propri difficilmente può raggiungere i nuovi sportelli».

asl sant'anas

Vuoi restare sempre aggiornato sulle notizie della tua città? Iscriviti al nostro servizio Whatsapp CLICCA QUI PER SCOPRIRE COME FARE