Dopo l’ennesima vittima causata dalla Terra dei Fuochi, il popolo vesuviano si ribella, non accetta di morire in silenzio, non vuole più rivedere fiori bianchi agli esterni di una chiesa, non può arrendersi, dove chi doveva difenderlo e preservarlo si è lavato le mani proprio come Ponzio Pilato. È stato chiesto uno screening genetico permanente sui bambini che rientrano nella Terra dei Fuochi. In occasione del workshop organizzato dal Cmo di Torre Annunziata gli oncologi, riunitisi sono arrivati a questa conclusione.

La genetica, nello stesso ambiente inquinato, può avere o il sorgere direttamente del tumore o una serie di mutazioni che porterà poi al tumore, questo in sintesi quello esposto dal direttore scientifico del convegno Sergio Del Bianco. Alla riunione ha assistito anche il professor Salem che ha illustrato ai colleghi italiani la metodica di prevenzione che gli ha fruttato la medaglia al merito del Congresso degli Stati Uniti d’America. All’inizio, con i primi casi di tumori ognuno diagnosticava una causa, addirittura a errate abitudini alimentari. Dopo un eccesso di ricoveri di bambini nel primo anno di vita nella provincia di Napoli si è finalmente accesa una luce e lo studio effettuato nei cinquantacinque comuni delle province di Napoli e Caserta ha accertato ciò che qualcuno si ostinava a negare. Terra dei Fuochi ha prodotto vittime soprattutto nei comuni di Caivano e Acerra, ma anche nel vesuviano si muore di tumore allo stomaco, fegato, seno, reni. Non si può leggere che un bimbo di otto anni non può avere un futuro, un sogno, non ha avuto il tempo di cullare una sua passione. Il suo sogno era nascosto fra sedute di chemio, fra scatole di medicinali, fra lacrime di chi ti vuole bene e patisce, non si può. Ancora vivo nella mente dei cittadini tutto ciò che hanno dichiarato, rinvenuto, seppellito, adesso si analizza anche il sottosuolo del rione Fornillo, frazione a ridosso fra i comuni di Terzigno e Poggiomarino, ma da lì a poca distanza furono rinvenuti bidoni con sostanze tossiche, amianto, percolato, liquami vari, è stata rinvenuta fogne o discariche che non erano state censite, nei pressi dei ponti autostradali sono stati rinvenuti pneumatici, vecchie carcasse di auto, frigoriferi, farmaci scaduti.

C’è chi ha venduto il suo territorio per il denaro, per il vile denaro, hanno venduto la loro terra, le loro origini, le loro tradizioni, la nostra cultura e storia. A far paura non è il Vesuvio, ma questi vili che si celano dietro ad una maschera o che fanno finta di commuoversi davanti ad una notizia di morte per cause dovute alla nostra terra. Ha ragione don Maurizio Patriciello quando ha dichiarato che “nella Terra dei Fuochi c’è la strage degli innocenti” quando con gli occhi lucidi consegnò al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, le cartoline delle mamme della zona cui il cancro, la leucemia o il tumore ha portato via il bene più prezioso: i loro amati figli.

Anche a Terzigno, nel vesuviano, per diverse notti, soprattutto nelle ore serali si avvertiva e si sentiva uno strano odore chissà se dovuti a fiamme che bruciavano ogni tipo di materiale o dovuto a scarichi di qualche pseudo compattatore. Ricordate quando il ministro della Sanità, Lorenzin, ha affermato che in queste zone c’è un indice di mortalità più alto per colpa degli stili di vita, dell’alimentazione sbagliata o del fumare troppo? Il ministro non ha mai accettato di fare un sopralluogo o di vivere per un periodo in queste zone, non ha mai dialogato con le mamme, vulcaniche dell’area vesuviana o le mamme della Terra dei Fuochi. Assumetevi le responsabilità, perché non vogliono più rivedere le tristi immagini di qualche giorno fa. Il Sud, la Campania, quella pulita vuole vivere.

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