Home Notizie No alle vasche dei veleni, il sindaco Rendina: «Non svenderemo Striano»

No alle vasche dei veleni, il sindaco Rendina: «Non svenderemo Striano»

Si è tenuta ieri sera presso la sala conferenze del Centro Sociale di Striano l’assemblea-dibattito che ha coinvolto in un confronto aperto sul tema delle vasche di laminazione del Grande Progetto del Fiume Sarno, gli esperti dell’argomento da un lato e i cittadini strianesi dall’altro.

Il tutto per spiegare le ragioni del “no” ad un’opera pubblica portata avanti dalla Regione Campania e Arcadis anche in territorio strianese, avanzate dal Comitato No Vasche con il sostegno del Comune di Striano. Ha moderato il dibattito, videoripreso in diretta streaming, Donato Sorvillo, presidente del gruppo Patto Civico per Striano, promotore dell’iniziativa insieme ad altri gruppi politici ed associazioni strianesi. Ha aperto la discussione Emiddio Ventre, presidente del Comitato No Vasche, che nella sua disamina sul tema ha spiegato cosa è il Grande Progetto del Fiume Sarno, ossia una imponente messa in sicurezza del fiume stesso, con 96 ettari di vasche adibite al contenimento delle acque durante le esondazioni del Sarno. Un’opera idraulica che non tiene conto però dell’inquinamento delle acque con valori di cromo, mercurio, arsenico, tetracloroetilene in esse presenti, che superano migliaia di volte le soglie limite consentite per legge. Il Comitato No Vasche si batte per una bonifica delle acque, ma soprattutto per fermare l’avvelenamento dovuto agli scarichi industriali in particolare delle industrie conciarie. A Montoro addirittura è stato chiuso l’acquedotto per l’inquinamento della falda acquifera.

«Non c’è la volontà – prosegue Ventre – di fermare chi scarica». È stato poi il turno di Vincenzo Adamo, l’ingegnere che ha illustrato i particolari tecnici del progetto che interessa il territorio strianese. «Non è sufficiente che la Regione Campania abbia stanziato 20 milioni di euro per la bonifica delle vasche di assorbimento Pianillo e Fornillo lungo il Canale Conte Sarno  – ha sottolineato Adamo – quest’ultimo va riaperto e destinato a raccogliere le acque meteoriche senza alcuna ostruzione, per contenere le esondazioni». Ha proseguito l’ingegnere: «I fondi europei stanziati per il progetto in origine erano destinati alla sostenibilità ambientale, l’attrattività culturale e turistica. Poi invece sono stati spesi per finanziarie 22 opere idrauliche, molte delle quali ancora nella fase progettuale». Adamo ha poi spiegato che il progetto del Fiume Sarno è diviso in lotti e quello in territorio strianese è denominato “Realizzazione dell’area di esondazione controllata” Un’opera che impatta anche il territorio di San Valentino Torio oltre ai 33 ettari di terreni agricoli strianesi a coltivazione intensiva. «Dobbiamo recuperare il fiume e non difenderci da esso – ha aggiunto Adamo – e il progetto lo si porta avanti se include una manutenzione costante del fiume e delle vasche e non solo movimentazione di terra e fanghi per di più inquinati».

La conclusione del dibattito è toccata al primo cittadino di Striano, Aristide Rendina. «Voglio tranquillizzare i cittadini strianesi sotto il profilo politico. L’amministrazione comunale sta seguendo e monitorando le fasi progettuali e decisionali di tale opera. Potrebbero esserci degli sviluppi diversi nei prossimi giorni – ha rimarcato Rendina – grazie all’impegno dei comitati e di alcune amministrazioni. Siamo in dialogo e veniamo ascoltati in Regione». «É nostro obiettivo salvaguardare la salute dei cittadini e tutelare il territorio. Non possiamo più subire progetti calati dall’alto, vogliamo essere partecipi delle decisioni sovracomunali». Ha aggiunto il sindaco: «Se il progetto rimane come in origine non lo faremo realizzare». Proprio a margine del dibattito lo stesso Rendina ha letto ai presenti una nota inviata ai sindaci di Striano, San Valentino e Poggiomarino dall’assessore regionale ai lavori pubblici e ai grandi progetti, Edoardo Cosenza. Nella lettera l’assessore regionale apre in qualche modo ad alcune modifiche al progetto originario al fine di limitarne l’impatto ambientale sulla destinazione d’uso dei terreni, ma anche sul dragaggio del fiume e la compatibilità delle acque. Apprezzando alcuni passaggi della lettera, il sindaco Rendina ha però chiosato: «Resteremo vigili sulla problematica e non svenderemo in alcun modo il territorio e la popolazione di Striano».

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