Fusti tossici, il Consorzio: «Analisi sui pomodorini del piennolo, nessun veleno»

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Dalle analisi eseguite dall’Istituto Zooprofilattico di Portici «non è risultata la presenza di sostanze inquinanti o nocive per la salute umana né nel terreno di coltivazione, né nelle bacche di pomodoro». Lo sottolinea, in una nota, Giovanni Marino, presidente del Consorzio di Tutela pomodorino del piennolo del Vesuvio Dop, in riferimento al ritrovamento, in una cava di Ercolano di fusti metallici contenenti rifiuti industriali interrati in un campo coltivato a pomodorino del piennolo del Vesuvio Dop.



«Le analisi – prosegue la nota del Consorzio – sono state effettuate su iniziativa del produttore, circa un mese fa, subito dopo il ritrovamento dei primi fusti contenenti rifiuti industriali interrati nella cava adiacente il campo coltivato». Il produttore, inoltre, è scritto ancora nel comunicato, «in attesa degli esiti di analoghe analisi effettuate dagli inquirenti (analisi le cui risultanze si auspica vengano rese pubbliche quanto prima), non ha ad oggi commercializzato il prodotto». «Pur consapevoli e senza voler sminuire la gravità dei fatti quali il ritrovamento dei fusti – dice ancora Marino – auspicando che si intensifichi l’impegno delle autorità per fare piena luce su discariche vecchie e nuove alle falde del Vesuvio, ci si appella tuttavia al senso di responsabilità degli organismi inquirenti e degli operatori dell’informazione, affinché, in totale assenza di elementi di prova, si eviti di trasmettere all’opinione pubblica l’equazione inquinamento uguale pomodorino del piennolo».

«Non è certo attraverso la criminalizzazione di una risorsa della agricoltura locale che daremo più forza alle indagini e un futuro più pulito ai nostri figli», conclude il presidente del Consorzio.

piennolo

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