«Contro di noi proteste ingiustificate, i nostri procedimenti sono stati al passo con i tempi previsti e ci stiamo sforzando di garantire ai ragazzi un laboratorio di odontoiatria innovativo». Mastica amaro il preside della Einaudi-Giordano di San Giuseppe Vesuviano, Antonio Carrella. La sua scuola, infatti, è finita nel mirino delle proteste perché il laboratorio non è stato ancora aperto.

«Meno di due anni fa – spiega tuttavia il dirigente scolastico – abbiamo ottenuto l’ok dal Miur per dare vita al nuovo indirizzo didattico, tempo che è servito per ottenere i finanziamenti, per bandire gare di appalto, per trovare i soldi e per effettuare i lavori. Adesso siamo a pochi passi dall’apertura e ritengo che le ribellioni dei genitori siano inutili e dannose. Anzi – dice ancora Carrella – sarebbe necessario che gli stessi genitori dessero una mano, perché qui si parla della crescita dei loro figli, anziché continuare a protestare». In effetti al laboratorio manca davvero poco per potere finalmente partire: ancora una decina di “beccucci” che i ragazzi possono utilizzare per lavorare sulle protesi dentarie, oltre all’installazione di una bombola di gas all’esterno, dove tuttavia la predisposizione è già pronta. «Questo è un indirizzo che ho creato io – dice ancora Carrella – e di cui rivendico la paternità. In tal modo ho voluto offrire un’occasione in più ai ragazzi che altrimenti si sarebbero dovuto spostare fino a Nola e non credo di meritare la rabbia dei genitori».

Proprio l’anno scorso, di questo periodo, il plesso sangiuseppese si fece promotore di un convegno di implantologia con i maggiori esperti nazionali del settore.

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