C’è un elemento di raccordo con i clan vesuviani per quanto riguarda il blitz che venerdì mattina ha colpito il narcotraffico, chiudendo diverse piazze di spaccio dell’area di Capua ed a Nord della provincia di Caserta. Secondo le forze dell’ordine, infatti, l’organizzazione di “Terra di Lavoro” poteva infatti contare su emissari in diverse aree della regione, compresa Napoli e la provincia. Uno dei riferimenti era presente anche nell’area ai piedi del vulcano, e precisamente a San Giuseppe Vesuviano.

In manette, infatti, nel blitz che ha portato a ben 19 ordinanze di custodia cautelare in carcere è finito anche Paolo Cinquegrana, sangiuseppese di 50 anni e considerato appunto l’anello di congiunzione tra il traffico locale e quello della zona a ridosso del Vesuvio. Un blitz contro lo spaccio che ha permesso di assicurare alla giustizia anche alcuni personaggi noti e legati alla criminalità organizzata. Le persone arrestate avevano messo in piedi una fitta rete di spaccio che operava non solo sul territorio di Capua, ma anche in altri diversi comuni della provincia di Caserta oltre che della provincia di Napoli.

Le indagini coordinate dalla Dda di Napoli, ed eseguite dalla Compagnia Carabinieri di Capua, sono partite dal monitoraggio di alcuni assuntori di stupefacenti della città di Capua, che si rifornivano direttamente nelle zone di Napoli e provincia, per poi rivendere la droga a Capua ed in altri paesi limitrofi oltre che nei locali della movida a Roma. Grazie a questi arresti è stato possibile smantellare una rete fitta ed organizzata di persone che gestivano il traffico di diverse tipologie di droga, tra cui ecstasy.

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