«L’allarme Vesuvio è un emblema in Italia dell’indifferenza ma anche dell’impotenza della politica nell’affrontare certe emergenze, come dimostra anche ciò che è successo in tante città con le bombe d’acqua». Lo dice Gianfranco Pannone autore del documentario, distribuito da Luce Cinecittà “Sul Vulcano”, che dopo aver debuttato al Festival di Locarno, sarà in sala dal 13 novembre, anche con proiezioni evento in varie città che partiranno da Napoli. In dvd invece arriverà prima di Natale arricchito da molti extra.

Il film è un viaggio dove ieri e oggi si fondono, tra vita, morte, arte, abusi e minaccia reale, per raccontare la zona rossa del Vesuvio, a rischio in caso di eruzione vulcanica. Un’area che riguarda circa 27 comuni, con «la densità di popolazione più alta d’Europa», ricorda Pannone. Dopo l’esordio del documentari «non ci sono state risposte da Caldoro o De Magistris e l’ho trovato un po’ strano, me le sarei aspettate. Li abbiamo invitati all’anteprima che faremo a Napoli, vedremo se verranno». Stando a quanto sostengono molti scienziati «nell’area dei Campi Flegrei e nella zona vesuviana tra 10 o 100 anni potrebbe accadere qualcosa. Si dovrebbe lavorare sulla prevenzione, invece in quella zona si sono riaperti i cantieri dell’Ospedale del mare… paradossi tutti italiani. Da parte mia c’è la preoccupazione da cittadino e da napoletano di fronte a un territorio che non sarebbe in grado di difendersi». Pannone, abituato ad affrontare spesso temi controversi come ha fatto con Il sol dell’avvenire (2008), sulla nascita delle Br, adotta stavolta «una chiave poetica ed evocativa» per raccontare il rapporto di chi vive nell’area del vulcano. «Questo non è un film di denuncia ma pone dei problemi. Mi sono concentrato sul rapporto tra uomo e natura».

Un altro filo conduttore sono le parole sul vulcano, di poeti e filosofi, come il Marchese de Sade, Giordano Bruno, Matilde Serao, Leopardi, Plinio il giovane, Sandor Marai. A leggerle sono, fra gli altri, Toni Servillo, Donatella Finocchiaro, Andrea Renzi, Leo Gullotta, Iaia Forte, Roberto De Francesco, Aniello Arena. Ora Pannone sta lavorando a due nuovi film non fiction: “L’esercito più piccolo del mondo”, dedicato alle Guardie svizzere e al percorso di due ragazzi, un contadino e un teologo che si ritrovano in quel mondo un po’ spiazzante. Poi a 50 anni dal Vangelo Secondo Matteo, realizzerò un documentario sul rapporto fra la Basilicata magica e gli intellettuali. Pannone sta anche pensando a un film di finzione «ma ora è troppo presto per parlarne. Comunque il mio obiettivo è sempre raccontare le mille facce di un Paese straordinario e incredibile che si chiama Italia. Ci fa arrabbiare ma è talmente ricco di storie».

“Sul vulcano”, debutterà con serate evento alla presenza del regista, al Modernissimo di Napoli il 13 novembre; il 14 novembre al Nuovo Cinema Aquila di Roma; a Latina (Cinema Oxer) il 17/11; Pisa (Cinema Arsenale) il 19/11; il 20/11 allo Spazio Alfieri di Firenze.

sul vulcano