Faceva parte di una banda che a Quarrata, in provincia di Pistoia, truffava i commercianti acquistando e non pagando merce e derrate alimentari. Per questo motivo è finito ai domiciliari con il braccialetto elettronico un 47enne di San Gennaro Vesuviano, Gerardo Pesce, già noto alle forze dell’ordine e ritenuto il contabile della società.

Con lui sono finiti nei guai anche Carmine Scartapane, 49 anni, di Secondigliano, ritenuto dagli inquirenti il prestanome della società; Giuseppe Annunziata, 51 anni, imprenditore domiciliato a Poggio a Caiano ma con chiari origini vesuviane e Ferdinando Amendola, domiciliato a Sovigliana, Comune di Vinci, esperto di abbigliamento e tessuti. L’accusa per loro è di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, truffa aggravata in concorso e bancarotta fraudolenta.

La banda comprava di tutto dai prosciutti ai vestiti, dalle olive alle cialde da caffè, pagavano la prima consegna e poi si dileguavano nel nulla e i commercianti, così beffati, inutilmente cercavano di rintracciarli, i magazzini erano stati nel frattempo svuotati e la società imbastita fino ad allora non c’era più. Un giro di truffe per un milione di euro scoperto, dopo le prime denunce, dai carabinieri di Quarrata.

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