Spari e minacce, la camorra di Ponticelli invade il Vesuviano: ecco i 3 arrestati


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Ecco i volti delle tre persone accusate di avere fatto esplodere colpi contro negozi e case dell’area vesuviana e nolana. I carabinieri hanno eseguito una misura cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli a carico di tre affiliati al clan D’Amico, attivo nel quartiere napoletano di Ponticelli e nell’hinterland a Sud di Napoli, ritenute responsabili a vario titolo di illecita concorrenza con violenza o minaccia, di danneggiamento e di esplosione di colpi d’arma da fuoco, reati aggravati dall’aver agito con finalità mafiose.



Le indagini hanno accertato che i tre sono esecutori materiali di due atti d’intimidazione, il primo ai danni del gestore di un esercizio commerciale per favorire gli affari di altra attività e il secondo ai danni del proprietario di un’abitazione nell’ambito della “guerra” tra i D’Amico e i rivali De Micco. La misura cautelare riguarda Giuseppe D’Amico e Salvatore Ercolani, entrambi detenuti, nonché Raffaele Esposito. D’Amico ed Esposito nel settembre 2013 hanno esploso colpi di arma da fuoco davanti a un negozio di Brusciano per ritardarne l’apertura; Ercolani invece a luglio 2013 ha sparato contro l’abitazione di un affiliato ai Di Micco, Fabio Ricciardi.

La ricostruzione dei due episodi anche grazie a collaboratori di giustizia. Contestualmente sono state notificate anche due misure cautelari a Luigi De Micco, fratello dei boss Marco e Salvatore, e Luigi Sodano, cui sono stati riconosciuti i domiciliari. A loro è contestata la fittizia intestazione di un centro scommesse a Ponticelli per evadere provvedimenti di sequestro e misure patrimoniali.

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