Rifiuti selvaggi, Terzigno promette telecamere e illuminazione


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Telecamere di videosorveglianza contro lo sversamento illegale di rifiuti ed un sistema di illuminazione al passo con i tempi. Sono le promesse del sindaco facenti funzioni di Terzigno, Stefano Pagano, che l’indomani dell’ispezione a cava Sari con una delegazione di ambientalisti e politici locali ha incontrato i comitati civici della città, ragguagliando sugli interventi da compiere con i fondi delle compensazioni dello Stato che arriveranno presto presso il palazzo comunale.



La promessa, da parte del primo cittadino, è di ultimare queste opere entro l’anno o quantomeno a cavallo con il 2015: «Nel giro di poco tempo – ha infatti spiegato il primo cittadino – verrà installato un sistema di illuminazione in via Zabatta con tanto di videocamere per identificare i colpevoli di reati». La fascia tricolore, in tal senso, si riferisce inevitabilmente alle discariche a cielo aperto che continuano a proliferare ai margini della località vesuviana ed in pieno parco protetto, così come emerso anche durante il sopralluogo compiuto insieme ai responsabili della Sapna. I miasmi che ancora arrivano nel centro abitato, infatti, sarebbero da addebitare proprio alla grande quantità di immondizia, anche di tipologia speciale, che continua ad essere sversata nel verde pubblico e nelle aree meno controllate. Proprio in tal senso le telecamere si pongono come il primo deterrente per placare l’emergenza ambientale, “occhi elettronici” che saranno innescati anche grazie al nuovo impianto di illuminazione in una delle aree maggiormente colpite di Terzigno.

Sugli illuminatori, tuttavia, potrebbe servire un po’ di tempo in più. Il sindaco Pagano, infatti, ha mostrato delle perplessità per taluni vincoli un po’ troppo restrittivi imposti dall’ente Parco Nazionale del Vesuvio, tipo quelli sul corretto distanziamento dei pali della luce onde non arrecare danno alla vegetazione. Un problema ad ogni modo che si può superare semplicemente con un attento piano di concerto con i responsabili dell’area protetta.

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