La sua azienda fu messa e ferro e fuoco poco prima del cenone di Capodanno del 2010: secondo l’Asl e le forze dell’ordine, infatti, conservava prodotti ittici avariati nei suoi banchi frigo. Ma dopo quattro anni di accuse e di aule giudiziarie ieri è stato assolto per non avere commesso il fatto, dunque una vittoria piena. A raccontare la vicenda è il quotidiano “Roma”.

Un incubo finito, dunque, per l’imprenditore di Nola, Salvatore Di Mauro, e la sua Jolly Fish, “visitata” tra Natale e Capodanno del 2010 dalle forze dell’ordine e dal personale Asl. Furono sequestrate ben 26 tonnellate di pesce tra congelati e freschi perché secondo gli operanti tutto era conservato in maniera promiscua con alcuni alimenti scaduti.

Ma in sede di dibattimento il commerciante è riuscito a fare emergere le proprie ragioni: non c’era infatti alcuna promiscuità ed i prodotto oltre la data di scadenza erano correttamente separati ed inseriti nei file di computer con l’etichetta “non vendibili”.

pesce terzigno