Napoli: il bicchiere, con serenità, è mezzo vuoto (per ora!)


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Arriva a Napoli il Torino di Masaniello Quagliarella, la squadra italiana con cinque campani, e ci sente un po’ preoccupati, anche perché sulla panchina del Toro siede Giampiero Ventura che è stato il primo allenatore del Napoli di De Laurentiis, dal settembre 2004 al gennaio 2005. In seguito sono state sei le partite giocate dalle sue squadre a Fuorigrotta, quattro vittorie degli azzurri e due pareggi.



Ci prepariamo per la 134esima volta (in dieci anni) a giocare di notturna sotto i riflettori, tra campionati e coppe. Infreddolito, un po’ influenzato vado al San Paolo per sfatare il tabù che c’è da cinque mesi: mai una vittoria del Napoli. Vado per il filotto, per i tre punti, per le tre vittorie consecutive, vado con la paura dei rimpianti già collezionati in questo avvio di stagione. Così mi basta poco, visto il bicchiere mezzo vuoto, per riannodare l’entusiasmo, capire il realismo del regista Benitez, con i suoi moduli e le sue mode tattiche.

Per 25 minuti c’è il Torino, c’è Masaniello che fa una magia, poi Insigne e Callejon mi restituiscono il sorriso. Contenti anche migliaia di spettatori che avevano riempito i vuoti dei distinti con biglietti omaggio nei supermercati. Bene il gruppo unito, con un patto tra galantuomini, vince in rimonta. Insigne prima spreca e poi segna di testa: lacrime e gol al San Paolo.

Questi giocatori un po’ geni incompresi e un po’ sbadati. Certo fa discutere la conferma di Michu, impalpabile eccetto in un passaggio per Insigne e per un colpo di testa che va sulla traversa. Higuain è ancora tormentato, ma sempre generoso. La sosta consentirà di preparare bene la trasferta di Milano, dove un certo Mazzarri se la passa proprio male. Contro il Toro un successo fondamentale, ma il bicchiere è ancora mezzo vuoto.

INSIGNE sam

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