Matachione, arresto bis per il “re delle farmacie vesuviane” inguaiato dalla moglie tradita

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Crociere e posti di lavoro in cambio di un disbrigo veloce delle pratiche burocratiche per l’acquisto e la gestione delle farmacie: i carabinieri hanno notificato oggi a Nazario Matachione, imprenditore farmaceutico in carcere dalla scorsa settimana, una nuova ordinanza di custodia cautelare per corruzione. Arrestato anche il funzionario regionale Umberto Celentano, in servizio presso l’ufficio che si occupa del settore farmaceutico.



L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino e dai sostituti Henry John Woodcock e Celeste Carrano, nasce da quella sulle presunte irregolarità nelle verifiche fiscali della Guardia di Finanza, nel cui ambito l’imprenditore era stato arrestato. Grazie ai rapporti con Celentano, un cui figlio aveva assunto in una propria azienda, Matachione, secondo l’accusa, riusciva ad acquistare farmacie battendo la concorrenza e a ottenere in modo veloce permessi e autorizzazioni. L’imprenditore, emerge dalle intercettazioni telefoniche, era poi in contatto con appartenenti alle forze dell’ordine: un sostituto commissario e un luogotenente dei carabinieri del Nucleo tutela salute sono infatti indagati e le loro abitazioni perquisite. Il poliziotto avrebbe fornito al farmacista notizie riservate su indagini in corso da parte della Procura di Torre Annunziata, inclusa quella che il telefono della ex moglie era intercettato.

Per evitare il suo trasferimento dal commissariato di Torre Annunziata venne organizzata una petizione in una delle farmacie dell’indagato. Il carabiniere, invece, si sarebbe adoperato per far avere un trattamento di favore nel carcere di Poggioreale a un socio di Matachione: sollecitò un amico agente della polizia penitenziaria a metterlo in una cella comoda e ad affidargli il riordino dei farmaci del carcere perché trascorresse le giornate senza annoiarsi. Perquisito anche il presidente dell’Ordine dei farmacisti, Vincenzo Santagada, nell’ambito del filone di inchiesta sui test per l’ammissione alla facoltà di Farmacia della Federico II.

Dalle intercettazioni telefoniche infatti è emerso che Nazario Matachione riusciva a sapere con uno o due giorni di anticipo quali test sarebbero stati sottoposti agli studenti e che in questo modo aiutò il figlio di un amico medico a superare la prova. Al padre, che attendeva l’esito positivo dei test per ringraziarlo, l’imprenditore disse con noncuranza che l’esito era “scontato”. A dare una mano alle indagine sarebbe stata tra gli altri anche l’ex moglie di Matachione, Maria Palomba, tradita dal coniuge e che era a conoscenza di molte vicende.

matachione palomba

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