Kendo, la “Via della Spada” sbarca a Somma Vesuviana


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Si affaccia a Somma Vesuviana  per la prima volta  la disciplina orientale del Kendo, l’arte della spada degli antichi samurai giapponesi. A diffonderla il Maestro, Alfredo Santopietro, allievo del compianto primo Campione italiano di Kendo Maestro Nino Della Moglie, con il corso che si terrà nella storica palestra del Busen Club Marino.



Maestro, qual è la sua storia in questa disciplina?

«Quando nel 1974 fui selezionato per partecipare al secondo Campionato Italiano di Kendo in rappresentanza della Partenope ai Cavalli di Bronzo, ero shodan e studiavo questa disciplina da circa due anni, il Judo da dieci. Fui costretto per problemi al crociato destro ad abbandonare l’attività agonistica 10 anni dopo, continuando ad insegnare arti marziali in alcuni dojo napoletani ed in una scuola elementare. Non ho mai smesso di approfondire lo studio del Kendo nei vari viaggi in Italia ed all’estero, in particolare, rimarranno per sempre nel mio cuore l’esperienza ospite del Maestro Noboru Kataoka al New York City Kendo Club e lo stage nelle Antille, con gli amici della Kendo Federation of Trinidad & Tobago».

Attualmente è istruttore della Fik – Federazione Italiana Kendo , III dan riconosciuto dalla All Japan Budo Federation. Cos’è il Kendo?

«Il Kendo, è una moderna arte marziale giapponese basata sul combattimento tradizionale dei samurai con la spada. Il nome di questa disciplina è formato dal termine ken, che significa “spada”, e da do, ovvero “cammino”, “via”: questa “Via della Spada” è un’arte marziale che combina un’intensa attività fisica a forti valori formativi e di conoscenza di sé, nel costante tentativo di migliorarsi e di dominare la propria emotività. Gli obiettivi di questa disciplina sono modellare la mente e il corpo e coltivare uno spirito vigoroso attraverso un allenamento corretto e rigido. Nonostante quindi il Kendo possa apparire come un metodo di combattimento molto duro e aggressivo, in realtà il suo fine ultimo non è la sopraffazione e la sconfitta dell’avversario, ma la costante ricerca del miglioramento di sé stessi».

kendo

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