Gori e “cartelle pazze”, San Giuseppe tira fuori le unghie: no del sindaco e protesta in piazza


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Ieri presso il Comune di Sant’Anastasia si sono riuniti i rappresentanti di 13 diversi comuni dell’area vesuviana, per discutere in merito alle “fatture pregresse ante 2012” emesse dalla Gori Spa. In rappresentanza del Comune di San Giuseppe Vesuviano era presente, per delega del sindaco, l’assessore all’Ambiente, Pietro Ferraro. All’esito dell’incontro, i rappresentanti istituzionali hanno sottoscritto un documento condiviso nel quale, rilevata la violazione del principio di irretroattività delle pretese gravanti sui contribuenti e, al fine di permettere ai cittadini che hanno ricevuto le bollette di poter avere ulteriori chiarimenti e delucidazioni, hanno chiesto alla Gori la sospensione immediata del pagamento delle bollette inviate ai cittadini che usufruiscono del servizio.



Intanto, dopo le polemiche dei giorni scorsi il Collettivo Vocenueva spiega: «Accogliamo positivamente la decisione dell’Amministrazione comunale di aderire alla protesta di alcuni sindaci dell’area vesuviana contro la decisione della Gori di richiedere ai cittadini presunti arretrati relativi al periodo ante-2012. Questo però è solo un primo passo, perché la battaglia per l’acqua pubblica va combattuta fino in fondo. Siamo quindi fiduciosi che a breve possa essere discussa e approvata la mozione che abbiamo presentato a febbraio, che chiede al primo cittadino di aderire alla “Rete dei sindaci ATO3 per l’acqua pubblica”, il protocollo d’intesa che raggruppa i comuni impegnati nel percorso di messa in liquidazione della Gori e per la ripubblicizzazione dell’acqua. Oggi anche l’Amministrazione sembra aver preso coscienza degli abusi che il gestore idrico sta perpetuando ai danni degli utenti. Ci aspettiamo quindi che su questo tema non ci siano più distinguo e si proceda uniti a tutela degli interessi dei nostri concittadini».

Ed in città, intanto, il 30 ottobre ci sarà un incontro pubblico proprio sul tema: «Da troppo tempo subiamo i soprusi della Gori, il gestore delle risorse idriche dei comuni ATO3 di cui fa parte anche San Giuseppe Vesuviano. La Gori – spiega il comitato cittadino promotore – fin dalla sua costituzione, ha adottato una sola politica: l’aumento ingiustificato delle tariffe e dei distacchi del servizio per i cittadini che non possono pagare. L’acqua, da diritto e bene comune, è stata trasformata in merce, soggetta al controllo di lobby finanziarie e della politica, che ha usato la Gori a fini puramente clientelari, utilizzando il consiglio di amministrazione come un’appendice dei partiti. L’attuale presidente Amedeo Laboccetta è stato incaricato dal governatore Caldoro pur non avendo alcuna competenza nella gestione di una società così complessa. E proprio come i suoi predecessori sta proseguendo nell’opera di distruzione di quello che un tempo era l’Acquedotto Sarnese-Vesuviano.  Come cittadini e come utenti sentiamo il dovere di ribellarci, unendo le forze affinché si metta fine agli abusi della Gori e si torni ad una gestione completamente pubblica dell’acqua. Per questo invitiamo tutti all’incontro che si terrà giovedì 30 ottobre alle 19 presso la casa parrocchiale di San Giuseppe Vesuviano, alle spalle del Santuario. Sarà presente l’avvocato Giuseppe Grauso, referente regionale della “Rete civica per l’acqua bene comune”. Nel corso della serata saranno date tutte le informazioni per opporsi alle ingiuste bollette recentemente recapitate ai cittadini».

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