Gori, “bollette pazze” anche a San Giuseppe: «Ora il sindaco prenda una posizione»


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Negli ultimi giorni sono state recapitate bollette da parte della Gori a molti cittadini in cui il gestore del servizio idrico intima di pagare presunte somme arretrate, riferite agli anni antecedenti il 2012. Molti utenti, anche a San Giuseppe Vesuviano, hanno appreso di essere in debito con la Gori per diverse centinaia di euro, senza aver ricevuto alcuna comunicazione in merito fino ad ora. Il 21 ottobre, inoltre, la Gori ha interrotto l’erogazione per lavori di manutenzione, creando disservizi a famiglie e imprese, con la conseguente chiusura delle scuole cittadine.



Agostino Casillo, consigliere capogruppo per Vocenueva – Libera SGV, sul punto ha dichiarato: «L’invio delle bollette per presunti crediti ante 2012 è soltanto l’ultimo abuso della Gori, che continua a scaricare i costi di una gestione fallimentare sui cittadini. Fin dalla sua costituzione, la società ha prodotto soltanto disservizi e aumento delle tariffe, facendo venire meno un diritto per noi inalienabile: quello all’ acqua, ovvero alla prima fonte di vita per ogni individuo. Da mesi portiamo avanti una battaglia contro la Gori che punta alla sua messa in liquidazione ad alla ripubblicizzazione del servizio. Per questo a febbraio scorso abbiamo presentato una mozione consiliare che chiede all’Amministrazione di aderire alla “Rete dei Sindaci Ato 3 per l’acqua pubblica”, che raccoglie tutti i primi cittadini che hanno deciso di opporsi ai disastri provocati dalla Gori e di procedere verso la costituzione di una società completamente pubblica, ovvero dei cittadini, che punti a ridurre le tariffe ed a migliorare il servizio».

«L’acqua non è una merce e non può essere a disposizione di nessun privato – prosegue Antonio Borriello, consigliere dello stesso gruppo – Quella per l’acqua pubblica è una battaglia cominciata anni fa e confermata dal referendum del 2011 in cui gli italiani si sono espressi chiaramente contro la privatizzazione. Anche a San Giuseppe sta nascendo un movimento popolare spontaneo per unire i cittadini contro la Gori e per offrire supporto legale contro bollette e distacchi che la società sta portando avanti contro chi non ha possibilità di pagare. Opporsi alla Gori è possibile e, oggi, necessario. Per questo chiediamo a tutte le forze politiche ed alle associazioni di collaborare, al di la delle differenze, per combattere insieme questa battaglia di civiltà. L’Amministrazione deve fare la propria parte, come sta avvenendo in molti altri comuni. Il primo passo è che il consiglio comunale approvi la nostra mozione e chieda al sindaco di aderire alla Rete contro la Gori. Questo è il momento in cui bisogna scegliere da che parte stare».

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