A giudizio “Peppe ‘o pazzo”, boss boschese della droga che torturò affiliato nell’acqua bollente

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Si deciderà il 9 novembre la sorte di Giuseppe Gallo, meglio conosciuto negli ambiti malavitosi con l’alias di “Peppe ‘o pazzo”. Il boss di Boscoreale e Boscotrecase, considerato dagli inquirenti “il signore della droga”, ha partecipato ieri in videoconferenza all’udienza del suo processo. Il ras si trova infatti recluso nel carcere di Cuneo ed attende di essere giudicato per i reati che gli vengono contestati.



Il boss è alla sbarra con i capi d’imputazione di associazione a delinquere di stampo mafioso, porto abusivo di armi, lesioni e sequestro di persona. L’ultima accusa riguarda un caso particolare avvenuto nel 2001, quando “Peppe ‘o pazzo” avrebbe fatto torturare un suo affiliato colpevole di non avergli pagato una partita di droga. Il boss avrebbe inoltre assistito la scena e chiesto ai suoi uomini di immergere la vittima nell’acqua bollente al punto di provocargli ustioni che però non fossero letali pur arrecandogli sofferenze indicibili.

Secondo gli inquirenti Giuseppe Gallo, a capo dei Limelli-Vangone, è diventato tra i camorristi più ricchi e potenti dell’area e con un giro di stupefacenti altissimo.

gallo boss

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