Condono “zona rossa”, la Protezione Civile dice sì: «Ma si evitino sanatorie bomba»


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Il Capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, promuove le norme contenute nella legge della Regione Campania “collegata” alla Finanziaria regionale 2014 relativa agli interventi edili nella cosiddetta “zona rossa” dell’Area Vesuviana a rischio sismico e vulcanico e auspica che tali disposizioni possano essere estese anche per alle aree della zona rossa dei Campi Flegrei.



Lo scrive in una lettera alla presidenza del Consiglio dei ministri, che ieri ha deciso di impugnare alcune norme della collegata relative a urbanistica, professioni turistiche e sevizio idrico integrato e ha promosso le norme relative alla “zona rossa” vesuviana. Nella lettera – di cui riferiscono stamani alcuni quotidiani – Gabrielli sottolinea che la possibilità prevista dalle norme regionali «di riqualificazione del patrimonio esistente, se opportunamente colta e veicolata da parte degli amministratori locali, potrebbe consentire di ridurre l’esposizione al rischio derivante dalla ricaduta di ceneri e da eventi sismici e di contenere tutte quelle misure di assistenza da adottare nel caso in cui si dovesse procedere alla preventiva evacuazione delle zone a rischio. Le norme della collegata regionale, infatti – continua Gabrielli – confermano i divieti di nuove edificazioni, risultati necessari negli anni, al fine di evitare l’accrescere del carico antropico in aree a così elevato rischio, pur prevedendo la possibilità di una semplificazione per realizzare interventi di manutenzione straordinaria, come ad esempio il rifacimento delle coperture o interventi per l’adeguamento sismico, finalizzati al miglioramento della sicurezza degli edifici esistenti nelle zone esposte a rischio».

«La Protezione Civile – ricorda Gabrielli – ha sempre sostenuto che in tali zone si evitasse la realizzazione di nuove volumetrie che comporterebbe l’aumento del valore esposto e quindi del rischio. Nella stessa lettera, riferendosi invece al rischio idrogeologico e idraulico, Gabrielli evidenzia che la proroga al 31 dicembre 2015 della scadenza (fissata al 31 dicembre 2006) dei condoni del 1985 e 1994, prevista sempre nella collegata alla finanziaria, potrebbe determinare una generalizzata sanatoria di edificazioni e ciò – ipotizza Gabrielli – potrebbe determinare un sensibile aumento dell’esposizione al rischio idrogeologico ed idraulico di edifici per i quali siano state sanate opere realizzate abusivamente, e quindi in assenza dei prescritti titoli abilitativi, ovvero in difformità rispetto agli stessi».

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