“Cartelle pazze” della Gori a Sant’Anastasia, la rabbia del Comune: «È un abuso»

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Suscita forte contrarietà e la reazione politica del presidente del consiglio comunale di Sant’Anastasia, Mario Gifuni, l’arrivo in paese di bollette della Gori che recano la dicitura “Recupero partite pregresse ante 2012”. Non sono le solite bollette relative al consumo idrico, ma, come spiega il cartaceo, è una fattura che riguarda il 50% dei “conguagli tariffari relativi al periodo ante 2012”, spedita a seguito della delibera del Commissario Straorinario dell’Ente d’Ambito numero 43 del 30 giugno 2014. Visionandone alcune ci si trova di fronte alla considerevole cifra di 280 euro circa, pagabile anche in quattro rate.



La documentazione, poi, spiega che l’addebito calcolato sui consumi dell’anno 2012 corrisponde al 50% della prima rata, cui seguiranno altre 3 rate che saranno fatturate “nei termini e nelle modalità approvate dall’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano”. È noto che l’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano è il consorzio obbligatorio dei 76 comuni (508.000 utenti) ricadenti nei confini dell’Ambito Territoriale Ottimale numero 3 Sarnese Vesuviano. L’Ente ha lo scopo di organizzare il Servizio Idrico Integrato e di provvedere alla programmazione, all’organizzazione ed al controllo della gestione del servizio secondo i principi di efficienza ed economicità. Nel suo ruolo di controllo il Consorzio rappresenta i Comuni (i soggetti consorziati) e i cittadini (utenti). La Gori è l’azienda che gestisce il Servizio Idrico Integrato (captazione, adduzione e distribuzione agli utenti della risorsa idrica, collettamento e raccolta delle acque reflue, depurazione) nei Comuni dell’Ambito Territoriale Ottimale numero 3 della Campania, denominato “Sarnese Vesuviano”, ed ha tra i suoi scopi primari la salvaguardia dell’ambiente. Gori deve garantire al cittadino-utente: la distribuzione di acqua potabile, la realizzazione di opere idriche e fognarie, la gestione di impianti di depurazione che puntino ad un processo di depurazione sempre più efficiente.

«Un’azienda così importante come la Gori, non può gravare così tanto sui cittadini e fare cassa in 4 rate per risanare debiti di milioni di euro contratti con la Regione Campania che può estinguere in molti anni. Se sono somme che il cittadino deve pagare, la Gori dovrebbe rateizzarle in altrettanti molti anni. Non è accettabile – afferma il presidente del consiglio, Mario Gifuni – quanto sta accadendo e la politica non starà ferma a guardare. È una misura che grava sui cittadini anastasiani in maniera non equa e giusta. Gori, con un atto del 2014 di fatto chiede ai contribuenti un conguaglio del 2012, quindi retroattivo. Se è una somma realmente dovuta, Gori spalmasse il credito in molte più rate per venire incontro ai cittadini, specie in questo periodo di grave crisi economica. Noi facciamo la nostra parte di politici ed amministratori – sta ai tecnici entrare nel merito della legittimità – e guardiamo soprattutto ai nostri cittadini, ad agire in loro difesa. Il presidente della Gori dovrebbe tutelare gli interessi dell’utenza e i cittadini non possono essere vessati in questo modo. Andrebbe approfondito, poi, se Gori ha commesso l’errore di non applicare nel 2012 i prezzi corretti, per cui se è un suo errore perché dovrebbero pagare i cittadini? È facile risanare le aziende col far ricadere le perdite sugli utenti, tutti lo sanno fare. Ma un’azienda seria ha altri comportamenti. Se, invece, è questa la Gestione Ottimale delle Risorse Idriche è meglio cambiare mestiere».

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