Anatema del vescovo durante la Supplica: «Area vesuviana senza lavoro, colpa dei politici»

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«Tutta l’area vesuviana sconta, ormai da molti decenni, i ritardi atavici di un’assenza o di una trascuratezza di interventi che continuano a causare perdita di posti di lavoro, chiusura di attività commerciali, difficoltà concrete, per molte famiglie, di mettere insieme le risorse anche per spese di prima necessità». È quanto denuncia il vescovo prelato di Pompei, Tommaso Caputo, nel messaggio “La famiglia cuore dell’evangelizzazione” diffuso oggi in occasione della Supplica alla Vergine del Rosario.



«Quale futuro può avere una terra incapace di trattenere e dare lavoro ai suoi figli?», si chiede monsignor Caputo avvertendo che «vanno messe nel conto, come attestano le scellerate cronache di tutti i giorni, anche le insidie che in un terreno fragile possono venire dalle diverse forme di criminalità organizzata». Sono stati migliaia i fedeli provenienti da ogni regione d’Italia che hanno partecipato oggi alla Supplica alla Madonna di Pompei, che è stata celebrata nel santuario mariano della cittadina.

La funzione religiosa è stata presieduta da monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei che è stato accolto dal vescovo di Pompei, monsignor Tommaso Caputo. Settanta i gruppi di pellegrini registrati. Tra i presenti anche una rappresentanza della comunità ucraina cattolica bizantina residente in Campania. Tra le regioni maggiormente rappresentate la Calabria, la Campania e la Puglia. Tra le autorità presenti il sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano, il presidente del Consiglio regionale della Campania Pietro Foglia e l’assessore regionale Pasquale Sommese.

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