“Speziale libero”, “Daniele crepa” (riferito al romanista De Santis accusato di aver ammazzato Ciro Esposito), “Romanista infame”, “Maroni crepa” (l’ex ministro dell’Interno che sdoganò la tessera del tifoso), e fino all’insulto che fa più male: “Marisa Grassi put…”, una violazione terribile per la povera vedova di Filippo Raciti, l’ispettore capo della polizia rimasto ucciso negli scontri prima del derby Catania-Palermo del febbraio 2007.

Sono scritte comparse sulla facciata dell’asilo in via Roma a Poggiomarino e che questa mattina mamme e maestre si sono ritrovate davanti agli occhi al primo giorno di scuola per i più piccoli. Un tifo violento, gli estremisti che “raggiungono” Poggiomarino violando in qualche modo l’infanzia oltre che un edificio pubblico.

Non è la prima volta che in città compaiono scritte chiaramente di matrice ultrà, ma mai finora si era andati oltre alla stazione della Circumvesuviana e ad alcune pareti pubbliche: stavolta è stata calcata la mano, coinvolgendo i bambini.

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