L’economista Petrone per il rilancio di Pomigliano: «Serve riscossa civica»

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Pomigliano D’Arco da sempre è stata la città delle fabbriche per eccellenza, riconosciuta non solo a livello locale ma anche sul piano nazionale. Da un po’ di tempo a questa parte, però, in città si respira aria di rassegnazione ed un pessimismo non da poco, dovuto in particolare alla crisi economica che ha investito la nazione e l’Europa tutta. A tal proposito abbiamo ascoltato Armando Petrone, esperto in materie economiche e finanziarie e sensibile alle problematiche della città. Si va verso le elezioni della prossima primavera in cui verrà rinnovato il consiglio comunale e proprio Petrone potrebbe essere al momento uno dei papabili alla candidatura.



Dottor Petrone, lei è noto come direttore del Banco di Napoli di via Felice Terracciano, poi, a fine giugno, ha presieduto il convegno politico “Idee e contributi per il rilancio della città di Pomigliano” sulla prospettiva futura locale. La cosa ha incuriosito molti…

«Sì, effettivamente sono stato direttore della Filiale di Pomigliano a via Felice Terracciano dal gennaio 2012 al novembre 2013. Adesso dirigo la Filiale di Afragola. Per altro, in precedenza, sono stato direttore della Filiale di Boscotrecase. A quanto pare, lavorativamente ho girato molto. Tutto ciò è insito nella delicata tipologia del ruolo; oltre alle capacità specifiche è richiesta una peculiare deontologia professionale. Inoltre è previsto non restare a lungo nello stessa sede lavorativa. Del resto sono vent’anni che periodicamente giro per le filiali».

Quindi ha iniziato giovanissimo, lei è un ancora un quarantenne…

«Appena laureato e assolto il servizio militare obbligatorio, in virtù del massimo dei voti conseguiti in Economia e Commercio, sono stato chiamato, per un breve periodo di prova dalla Banca Commerciale Italiana, ora Banco di Napoli. Ma in relazione all’evento politico che ha presieduto lo scorso giugno. La passione sociale e l’impegno hanno accompagnato la mia vita fin dagli anni del Liceo Classico “Vittorio Imbriani”; sono stato rappresentante d’istituto ed ho partecipato con orgoglio al Movimento Anticamorra nato in seguito all’omicidio del Consigliere Comunale di Ottaviano, Mimmo Beneventano, nel 1980. Tale movimento ebbe risonanza nazionale soprattutto per la battaglia che portammo avanti di trasformare il famoso castello mediceo appartenente alla famiglia Cutolo da luogo simbolo della prepotenza e del malaffare, a quello della legalità, della cultura e dell’educazione ambientale. Da quel momento in poi ho sempre portato avanti il mio impegno e la mia scelta di progressista che non ho mai abbandonato, nonostante da circa dieci anni ho fatto prevalere l’impegno professionale alla militanza».

In merito all’attuale contesto politico quale considerazione le viene?

«Tutti i rilevatori indicano ripetutamente che i partiti politici hanno toccato livelli di stima mai così bassi. È diventato ormai un luogo comune generalizzato nei confronti dei rappresentanti locali, i quali, sono per lo più sono malvisti. Sembra, come opinione diffusa, che il loro compito sia quello di pensare solo a se stessi e di frodare la gente e la comunità».

Questo è anche il suo pensiero?

«No, ma è una cosa è certa: la credibilità è ridotta ai minimi termini. Pensando alla nostra città, di cosa ci sarebbe bisogno per uscire da questa lunga afasia? In più occasioni, compreso nell’iniziativa da lei ricordata, ho espresso il mio pensiero. S^, l’ho seguita con interesse, ma se dovesse spiegarlo con estrema sintesi? La strada dei movimenti civici cittadini che, su istanze concrete, determinino l’impegno diretto di un ampio e variegato mondo di società civile va perseguito fino in fondo. Una sorgente buona è un bene per tutti, anche per i partiti».

Lei intravede delle concrete possibilità su questa strada?

«Io lo so, a Pomigliano ci sono brave persone che fanno quotidianamente opere di bene e non vogliono che ciò si sappia. C’è tanta gente perbene, capace e competente, che preferisce impegnarsi nel volontariato e non invischiarsi nella politica cittadina che, dal loro punto di vista, può apparire un luogo infetto da evitare. Quindi per lei è vitale che donne e uomini di buona volontà (si espongano in prima persona per la città? La crisi economica imperversa ormai da sette anni; ora siamo in piena depressione e le ripercussioni sul nostro territorio sono devastanti. Il momento è così difficile e cruciale da poter pregiudicare il futuro per decenni. Non si può più esitare. C’è bisogno di un impegno civile, diretto e responsabile. Occorre una vera e propria riscossa civica nella nostra città».

petrone

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