Il ministero dice “no” al condono: torna il rischio abbattimenti, psicodramma nel Vesuviano

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Il ministero dell’Ambiente, con una circolare datata 18 settembre firmata dal vice capo vicario del legislativo Marcello Cecchetti, ha inviato alla presidenza del Consiglio, dipartimento Affari regionali, la richiesta di proporre l’impugnativa alla Corte Costituzionale della legge della regione Campania numero 16 del 2014, quella che introduceva nuove regole in materia di condono edilizio, tra le altre. In particolare, si legge nel documento, il ministero dell’Ambiente punta il dito sulla possibile sanatoria in “zone a rischio idraulico”. Dell’impugnativa discuterà il Cdm di prossima convocazione.



«La Regione non fa un passo indietro. Spiegheremo al Governo le nostre ragioni, ma siamo pronti ad andare avanti fino alla Corte Costituzionale e vinceremo lì». Così il presidente della giunta regionale della Campania Stefano Caldoro risponde ai rilievi sollevati dal governo su cinque commi dei 240 che fanno parte del collegato alla finanziaria regionale approvato a luglio in Campania. In particolare sul tema della «regolamentazione edilizia – spiega Caldoro – perché di questo si tratta e non di un condono, i rilievi sono limitati ad alcuni aspetti sulla precisazione delle cosiddette aree a vincolo totale. Aspetti su cui si solleva un problema di interpretazione. Per quanto ci riguarda la nostra norma è chiarissima, poi vedremo il governo cosa deciderà di fare, ma non facciamo passi indietro, siamo convinti di avere ragione».

«Il ministero bocciando questo nuovo super condono – spiega Francesco Emilio Borrelli dell’esecutivo nazionale dei Verdi – sta facendo con equilibrio quello che ci aspettavamo dopo l’atto che noi giudichiamo politicamente e amministrativamente indegno ed elettorale portato avanti dall’attuale maggioranza in Regione. Questa estate infatti sono ripartiti alla grande le costruzioni abusive. Il messaggio lanciato dalla Regione Campania è stato chiaro: costruite come e dove volete tanto alla fine i furbetti la fanno sempre franca. Un condono nel vero senso della parola, quello stabilito dalla nuova normativa regionale campana. In pratica la legge della Campania contribuisce ad ampliare sensibilmente l’area degli interventi in zone definite inedificabili: essa infatti consente la sanatoria tramite autodichiarazione nei casi in cui il suddetto vincolo sia derogabile in qualche modo dall’autorità preposta alla sua tutela. Ecco il capolavoro di Caldoro e della sua maggioranza».

«Terzigno – continua Borrelli – ormai simbolo dell’abusivismo ha dato il via a questa follia approvando i primi atti per condonare circa 3.000 pratiche inevase. Nell’intera Regione Campania sono circa 300mila le pratiche che attendono di essere esaminate dagli uffici competenti. Terzigno è stato il primo comune ad iniziare il mega condono e la nuova cementificazione selvaggia del nostro territorio. Un provvedimento che renderà ancora meno sicuri i tanti comuni e rischio dissesto idrogeologico e sostanzialmente inutili la gran parte delle vie di fuga del Vesuvio e delle altre aree a rischio della Campania. Una devastazione culturale, sociale e amministrativa che a nostro avviso avrà ripercussioni negative almeno per i prossimi 50 anni. Qualsiasi incidente, morte o disastro che avverrà nei prossimi anni avrà a nostro avviso come responsabili morali Stefano Caldoro e la sua maggioranza».

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