Ha affidato i suoi pensieri ad un amico, poi si è rivolto al sindaco Pasquale Piccolo ed ha diffuso la lettera attraverso il quotidiano “Roma” in edicola oggi ed al giornalista, Carmine De Cicco. Lo sfortunato protagonista è Francesco Borriello, 52 anni, di Somma Vesuviana, da un ventennio affetto da sclerosi multipla.

L’uomo, ormai paralizzato e con la possibilità di muovere soltanto la testa, lancia un grido di aiuto alla politica, un grido simbolico perché il povero Francesco è tracheotomizzato. La sua situazione, già piuttosto precaria dal punto di vista della salute, sta precipitando anche economicamente, poiché è costretto a pagarsi da solo l’assistenza domiciliare, 680 euro al mese che vengono detratte dalla pensione dell’accompagnamento mensile da 793 euro. La missiva di denuncia è stata inviata al primo cittadino di Somma Vesuviana ed all’assessore competente, Giovanni Salierno, e la richiesta è di attivare quanto prima per lui i servizi di assistenza sociale.

«Non è giusto che io con la mia pensione devo pagarmi l’assistenza 24 ore su 24. Pertanto – dice Borriello attaverso il “Roma – vi prego di attivare i servizi sociali per farmi avere un aiuto concreto in merito al pagamento dell’assistenza domiciliare. Mi rivolgo al sindaco anche a nome di altre persone affette dalla mia stessa malattia, sperando che si faccia promotore, presso la regione Campania, dell’approvazione del disegno di legge regionale dell’Assegno Fna, il Fondo nazionale non autosufficienza. Lo stanziamento e l’assegnazione di tale fondo renderebbe meno angosciosa e meno precaria la nostra esistenza».

assistenza domiciliare