I duri (vanno) a morire: ecco I mercenari 3


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La squadra di Barney Ross torna a lavoro per dare la caccia a un ex compagno creduto morto, che si è messo in affari per conto proprio e che la CIA vuole eliminare. Ross dovrà mettere su un team di primo livello, tra vecchi amici e nuove reclute. I mercenari (ri)nasceranno più forti di prima.



Il primo impatto che si ha a guardare I Mercenari 3 – The Expendables, il nuovo film dedicato alla serie action di Sylvester Stallone e basata sui personaggi creati da David Callaham, è quello di trovarsi (così come accadeva già nel secondo episodio, ma stavolta in maniera ancora più forzata) catapultati nel mondo di qualche videogame di guerra in tempo reale, tra i quali il più azzeccato potrebbe essere quello che fa capo a un’altra (molto più convincente) serie: Commados della Eidos. Nel videogame (il primo episodio risale al 1998), anche se tutto era molto più enfatizzato, ognuno dei characters aveva una precisa dote bellica: il berretto verde, il pilota, la spia, il cecchino. Anche qui, a pensarci bene, ognuno dei protagonisti pescati dall’action anni ’80, dalla nuova tradizione televisiva di questo genere o da qualche ring di wrestling, ha un suo preciso modus operandi: c’è chi sa gestire l’elettronica (Clen Powell), chi sa usare alla perfezione i coltelli (Wesley Snipes, che è stato già al fianco di Stallone in Demolition Man del 1993), chi pilota gli aerei (Harrison Ford, in un nuovo ruolo da “cattivo”), chi è pratico del combattimento corpo a corpo (quasi tutti in effetti, ma la nuova leva, prima donna nel cast, Ronda Rousey, convince in bellezza e ruolo), chi ha dalla sua la velocità e la destrezza (il personaggio, sempre nuovo, interpretato da Antonio Banderas, che poteva regalare qualcosa in più ed essere meno enfatizzato sul suo carattere pseudo-comico), chi guida moto (lo scialbo Kellan Lutz) o auto (il sempre presente Jason Statham). E poi ci sono loro, quelli che non hanno bisogno di presentazioni, incorruttibili e imbattibili: stiamo parlando del team dei mercenari più longevo, quello che fa compagnia allo spettatore fin dal primo episodio diretto completamente da Sly: Arnold Schwarzenegger, il già citato Statham, Randy Couture, Jet Li (ruolo rimpicciolito) e il gigantesco Dolph Lundgren. Stavolta l’ex Rambo lascia il comando della regia a Patrick Hughes (dietro al non tanto malvagio Red Hill, del 2010) ma la musica non cambia: l’action la fa ancora (e troppo) da padrone, mischiandosi a tratti alla commedia (quella facilotta e scritta male) e al film patriottico, tutto immerso nella virilissima men-community creata da Stallone, che oltre ai vecchi compagni di classe, mette in scena uno scontro corpo a corpo con la new entry Mel Gibson, che ultimamente sta riscoprendo un interessante lato da “cattivo” (come nel già recensito Machete Kills) e che risulta essere il più convincente dell’intero (muscolosissimo) cast. Dietro c’è sempre lo stile di Stallone, ma la sceneggiatura (scritta da Sly insieme a Creighton Rothenberger e Katrin Benedikt, entrambi al lavoro in Attacco al potere) rimane comunque troppo prevedibile, infarcita di frasi granitiche come i suoi protagonisti e che serve solo da mal riuscito collegamento tra le sequenze action, che, forse, sono girate con un pizzico di caos in più, mettendo a fuoco le molte doti fisiche e le poche doti attoriali dei signori mercenari, chiamati, in realtà, a impersonare ruoli che in realtà non possono fare a meno di mettere in scena i ruoli stereotipati che li resero (o li stanno rendendo) tanto noti ai più. Il risultato è un calderone fin troppo prevedibile di sequenze comandate, ma che riesce comunque a regalare una buona dose di ritmo e adrenalina, con l’ausilio di una incalzante colonna sonora curata da Brian Tyler, fedelissimo della serie fin dal primo film e con alcuni passaggi simpatici, come i dialoghi tra Stallone e Banderas o le continue frecciatine ironiche che (metaforicamente e metalinguisticamente) si scambiano i protagonisti, prendendo di mira l’uno i (vecchi) film dell’altro. Un prodotto per i fanatici dello Sly-style e dei suoi compari e che ben presto troverà forse più fortuna nella distribuzione home-video e che fa del tema della fratellanza, del rispetto e della sacrificabilità (si veda a questo proposito la traduzione del titolo originale) i suoi punti di forza, volando non basso, ma quasi sottoterra. Il vecchio lascia lo spazio al nuovo? Forse… intanto, visto il finale, con la ciurma di Stallone di nuovo al completo, ci aspettiamo di vedere presto un nuovo capitolo dedicato ai mercenari più duri degli ultimi (trenta) anni. Si vociferava di Nicolas Cage e tanti altri… chi vedremo al fianco dell’ex Rocky stavolta?

Potrete vedere I Mercenari 3 in queste sale:

-NAPOLI

Med Maxicinema The Space Cinema

Metropolitan

-AFRAGOLA

Happy Maxicinema

-CASALNUOVO

Magic Vision

-CASORIA

Uci Cinemas

-CASTELLAMMARE DI STABIA

Complesso Stabia Hall

-ISCHIA

Excelsior

-NOLA

The Space Cinema Vulcano Buono

-POGGIOMARINO

Multisala Eliseo

-POZZUOLI

Drive In Pozzuoli

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