Già vanificata, almeno in grossa parte, l’opera della Sogesid che quattro mesi fa bonificò l’area di Fornillo, dal lato di Terzigno, e una porzione di via Giuseppe Verdi. I rifiuti, infatti, sono nuovamente tornati in bella mostra, come se nulla fosse accaduto. Certo, fanno notare i residenti, la quantità non è ancora quella di un tempo ma saranno sufficienti pochi mesi.

Eppure, al Fornillo ed in via Verdi, quell’intervento da parte di uomini, mezzi ed autocompattatori era stato visto quasi come una festa. Finalmente qualcuno stava ripulendo il verde e le strade in cui, alla fine, furono pesate qualcosa come tre tonnellate di spazzatura raccolta nel corso di quattro giorni di lavoro nell’arteria periferica terzignese. Ed in quei cumuli c’era davvero di tutto, in piena sintonia Terra dei Fuochi ormai sempre più ampia così come denunciato anche da don Maurizio Patriciello: pneumatici usati, bidoni di solventi, materiale di risulta, qualche pezzo di eternit e tanti altri scarti non più identificabili, oltre ai ritagli tessili inutilizzabili e che spesso le comunità cinesi abbandonano nelle campagne. Dunque, un incubo che pareva finito ma che adesso è ritornato prepotentemente nonostante le segnalazioni degli abitanti locali che già ai primi sversamenti incontrollati dicono di avere avvisato il Comune di Terzigno ed i vigili urbani.

Intanto, però, le discariche selvagge tornano a crescere a dismisura, praticamente giorno dopo giorno senza che ci siano altri interventi per la prevenzione. C’è infatti chi chiede le telecamere per individuare e punire coloro che continuano ad abbandonare la spazzatura. «Diventa qualcosa in più che un rischio igienico-sanitario – spiegano alcuni cittadini di Terzigno – in quelle zone, infatti, il peso dei cumuli fa sprofondare i tombini con pericoli di pubblica incolumità per passanti e automobilisti». Ed anche di questo i vigili urbani sono stati avvisati, ma al momento non è stata avviata alcuna azione.

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