Domato il rogo a Nola, ma è dramma ambientale: «Nausea e tosse? Andate in ospedale»


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L’enorme incendio divampato ieri nella zona Asi in località Polvica di Nola è stato appena domato. La struttura, in fumo per più di 24 ore, è ormai quasi completamente distrutta. Sul posto ancora sono presenti diverse squadre di vigili del fuoco che ora stanno spegnendo gli ultimi focolai.



L’incendio ha generato un’enorme nube tossica nera visibile anche a 10 chilometri di distanza che ricade, a seconda dei venti, verso Nola, Cimitile, Camposano, Cicciano, Polvica e Cancello. A bruciare ingenti quantità di tessuto, plastiche e diverse sostanze chimiche ancora non classificate. «L’aria nella zona a ridosso della zona Asi è irrespirabile, anche con maschere antigas pizzica fortemente in gola – dicono gli attivisti di “Rifiutarsi” – Consigliamo, in via precauzionale, agli abitanti di Polvica di esporsi il meno possibile e limitare quanto meglio la contaminazione chiudendo balconi e finestre delle proprie abitazioni fino a quando le operazioni di spegnimento non saranno del tutto completate. Inoltre, se ci fossero persone che presentano sintomi d’intossicazione come tosse, mal di gola, mal di testa, nausea e vomito, suggeriamo loro di recarsi presso un presidio ospedaliero o guardia medica della zona per una visita di controllo e chiedere un referto scritto. È inoltre consigliabile sciacquare accuratamente per almeno un mese, possibilmente con Amuchina, frutta e verdura coltivata in zona che potrebbe essere contaminata».

«Sarebbe opportuno che le autorità competenti si impegnino nel rilevamento degli inquinanti immessi in atmosfera e di quelli coinvolti nella ricaduta al suolo dei residui della nube visto che il territorio circostante la zona Asi di Nola è una zona a forte vocazione agricola – continua la “Rete” – A preoccupare di più, oggi e nei prossimi giorni, sarà proprio la qualità dell’aria nei centri abitati coinvolti dalla ricaduta al suolo dei residui della nube. Sperando che questa volta l’Arpac e le istituzioni locali non si muovano con la stessa leggerezza dimostrata l’anno scorso con il caso “Cereria”».

tessile rogo

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