Il corallo, un amore che nasce nel 1400: ora è un vanto “doc” del Vesuvio


677

Prezioso dono del regno animale, il corallo, con il suo fascino e la sua eleganza, oltre al suo tradizionale valore di portafortuna, ha sedotto intere popolazioni dall’età preistorica ai giorni d’oggi. La sua forma ramificata seppur non sia un vegetale e la sua consistenza sebbene non sia un minerale avevano secondo la leggenda un’origine mistica: Ovidio nelle “Metamorfosi” e il nostro caro Plinio il Vecchio nella “Naturalis historia” riconoscono al corallo la stessa genesi: si trattava della trasformazione del sangue che continuava a gocciolare dalla testa recisa della gorgone Medusa.



Per quanto questa “ricostruzione” fosse affascinante oggi sappiamo che più umanamente si tratta di una secrezione calcarea prodotta da colonie di microrganismi. Il corallo rosso del Mediterraneo, il suo colore caldo e vivo, l’origine marina, la sua natura ambigua devono aver fortemente impressionato e sedotto i primi popoli che si affacciavano sul mare nostrum già migliaia di anni fa, come testimoniato da diversi reperti archeologici. In Italia i primi a dedicarsi alla pesca e alla lavorazione sistematica del corallo furono i trapanesi che divennero ben presto abilissimi “scultori”, specializzati nell’incastonatura di piccoli coralli su oggetti sacri e di uso domestico. Tuttavia il primato mondiale della lavorazione e commercializzazione del corallo spetta alla città di Torre del Greco, dove in vari laboratori si esegue la cosiddetta lavorazione “liscia” che raggruppa sfere, barilotti, cilindri, mandorle, cabochon, mentre l’incisione a cammeo è esercitata a domicilio da esperti artigiani che trasmettono la tecnica di incisione di padre in figlio. Il corallo è da trecento anni, ormai, la forza portante dell’artigianato della città, artigianato che si è evoluto al punto da divenire una vera e propria forma d’arte unica nel suo genere e famosa in tutto il mondo.

Torre del Greco già a partire dal 1400 si era dedicata alla pesca del corallo ed i pescatori torresi, forti della loro esperienza secolare, si spingevano con le loro “coralline” fino alle coste africane. Nel ‘700 divennero sempre più forti le ostilità della francese Compagnie Royale d’Afrique che osteggiava tutti i pescatori stranieri, affermando il suo monopolio sulla pesca del corallo, finché nel 1780 gli incidenti sempre più frequenti spinsero i torresi a chiedere ai Borbone una regolamentazione della pesca del corallo, tale petizione portò dieci anni dopo alla promulgazione del Codice Corallino. La nota lungimiranza dei Borbone condusse nel 1790 alla nascita della fondazione della Real Compagnia del Corallo, alla apertura di una fabbrica per la lavorazione del pescato all’interno della città di Torre del Greco (su richiesta del marsigliese Bartolomeo Martin nel 1805), e alla istituzione della scuola di incisioni del corallo, di arti decorative e affini oggi sede dell’Istituto d’arte e dell’annesso Museo.

La pesca del corallo ha dunque, a Torre del Greco, origini antichissime, ed il profitto dei corallari era sostanzioso tanto che questa pesca era definita da Ferdinando IV di Borbone la “Spugna d’oro” del suo regno. Il Museo del Corallo raccoglie tuttora le migliori e più rappresentative opere di questi “artisti del mare”. Nelle teche splendono sculture in corallo, cammei finemente decorati, opere in argento, madreperla, ardesia e persino pietra lavica. Non si può non restare stupiti di fronte alla varietà di colori brillanti, ai bagliori del rosso e alle sue sfumature, alle creazioni dalle forme armoniche che sembrano prendere vita grazie all’abilità degli artigiani torresi.

Al fine di tutelare la professione, nel 2003 è nata Vulcano Prom. Art-Torre del Greco, un consorzio che si occupa dell’aggregazione di artigiani del settore dell’oro, del corallo e del cammeo, site per lo più nel distretto orafo di Torre del Greco, che intendono promuovere progetti comuni nel campo della filiera orafa. I figli del Vesuvio, tra il monte e il mare, tra il fuoco e l’acqua, come sempre dimostrano che hanno abilità e risorse da far invidia a chiunque: forze in cui credere ed investire, per mostrare a tutti l’orgoglio Made in Vesuvio.

corallo

Vuoi restare sempre aggiornato sulle notizie della tua città? Iscriviti al nostro servizio Whatsapp CLICCA QUI PER SCOPRIRE COME FARE


SHARE