I finanzieri della Compagnia di Ottaviano hanno eseguito un’ordinanza cautelare di arresti domiciliari nei confronti di due amministratori di un gruppo societario operante tra la provincia napoletana e quella casertana ed attivo nel commercio dei preziosi. Eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di quasi cinque milioni di euro.
I due soggetti, padre e figlio, Domenico e Luigi Ammirati, titolari di società operanti nel settore, sono ritenuti responsabili di riciclaggio di notevoli quantitativi di oro usato di provenienza illecita. Sono titolari di tre esercizi commerciali di gioielleria, a Terzigno e Marcianise, a conduzione prettamente familiare, ed esercitano l’attività di “Compro Oro”.
Gli indagati, al fine di giustificare l’oro di provenienza illegale, hanno provveduto ad alterare le quantità dell’oro lecitamente acquisito ed indicato sui registri. Sono stati sottoposti a sequestro cinque appartamenti a Terzigno ed a Poggiomarino, l’immobile nel quale è ubicato il centro orafo gestito dagli indagati, conti correnti e depositi, quote societarie, autovetture ed ingenti quantità di preziosi e monili d’oro.
Padre e figlio, secondo le accuse dei pm, coordinati dal procuratore Paolo Mancuso, hanno utilizzato la loro attività commerciale per “ripulire” grandi quantità di oro di provenienza furtiva, alterando le quantità dell’oro lecitamente acquisito e indicato sui registri appositi. Gli investigatori per provarlo hanno venduto in incognito monili d’oro e, a fronte di cessioni di poche decine di grammi di oro usato, i due hanno annotato sui registri acquisti per quantità che sfioravano il chilo, in modo da poter giustificare l’introito di preziosi acquisiti illegalmente.

Venivano poi realizzati artifizi contabili per sopravvalutare l’oro di provenienza illecita ricevuto dai privati, registrando acquisti da parte dei fornitori leciti in misura maggiore rispetto a quella reale. In questo modo le società avevano anche vantaggi fiscali, con l’abbattimento della base imponibile. L’oro usato veniva venduto a prezzi competitivi alle fonderie.