«Portavoce della coscienza civica». Così il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, ha definito Pasquale Cappuccio, avvocato e consigliere comunale ucciso il 13 settembre nel 1978. A lui, questa mattina, è stata intitolata l’aula consiliare del Comune di Ottaviano, con una cerimonia alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni provinciali e regionali, i rappresentanti delle associazioni, i rappresentanti delle forze dell’ordine, i familiari di Cappuccio.

Presenti, tra gli altri, anche il consigliere provinciale Luigi Aprile, l’ex senatore Antonio Iervolino, il viceprefetto Rosanna Sergio. Molto folta la partecipazione dei cittadini ottavianesi, attenti e partecipati per tutta la durata della manifestazione. Il presidente del consiglio comunale, Biagio Simonetti, ha sottolineato che «Cappuccio aveva in grande considerazione il rispetto delle regole, così come si evince dai suoi interventi in consiglio comunale». Il sindaco Capasso ha invece evidenziato l’importanza, per Ottaviano, di figure come quelle di Cappuccio e Mimmo Beneventano, definendo l’avvocato Cappuccio «portavoce della coscienza civica» e aggiungendo: «La legalità si persegue con i fatti e le azioni, senza mai farsene un vanto». Sono poi seguiti gli interventi dell’assessore regionale Caterina Miraglia, del presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Nola Francesco Urraro, del rappresentante di Libera Antonio D’Amore, del rappresentante della Fondazione Polis Enrico Tedesco, del presidente dell’associazione forense “Pasquale Cappuccio” Antonio Ragosta.

Dopo gli interventi dei consiglieri comunali di Ottaviano, hanno preso la parola l’avvocato Carmine Malinconico, amico personale di Cappuccio, e Emma Lorena Cappuccio, figlia di Pasquale. Commovente la testimonianza della figlia, che ha ricordato l’amore del padre per la comunità ottavianese e il suo insegnamento, tuttora attualissimo. Nella sala consiliare è stata scoperta la targa che verrà apposta all’ingresso dell’aula, mentre una corona di alloro è stata deposta dinanzi alla lapide che ricorda il sacrificio di Cappuccio.

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