Scorrendo le pagine ed i servizi di “Le Scienze” c’è ben poco da stare tranquilli a riguardo del rischio Vesuvio. Non solo la fuga impossibile da effettuare in 72 ore ma anche la paura di non potere prevedere in tempo l’eruzione e neanche il raggio di distruzione del vulcano.

Interrogati che partono dal vulcanologo del dipartimento di Protezione Civile, Mauro Rosi, che ricorda come nel 1944 i flussi piroclastici provocarono danni sino a Cava de’ Tirreni, Nocera Inferiore e Nocera Superiore. «Sarebbe il caso di estendere la zona rossa almeno sino a Castellammare di Stabia», dice l’esperto. Ma secondo “Le Scienze” il piano di fuga non prevede alcuna difesa contro una catastrofe immane da cui sarebbe praticamente impossibile difendersi.

Ci sono poi gli avvertimenti del vulcano: in sostanza alcuni esperti sentiti dal periodico specializzato affermano che l’eruzione potrebbe essere improvvisa o anche lanciare segnali difficili da avvertire. Così avvenne nel 1944 quando gli americano vennero colti di sorpresa perdendo 88 aerei dell’esercito fermi in un campo a Terzigno.

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