La razza delle scimmie vive in pace sotto il comando del primate Cesare. San Francisco invece, come quasi tutto il pianeta, è isolata. Finite le scorte di energia, gli umani debbono recarsi nei territori delle scimmie per accendere un vecchio generatore. All’inizio Cesare si fida, poi scaccia i visitatori e viene tradito dal suo fidato amico Koba, che tenta anche di assassinarlo. Il traditore guiderà la rivolta verso gli umani invasori. Chi la spunterà tra uomo e scimmie?

Ispirato da un soggetto strepitoso e ancora oggi ricco di fascino, Il pianeta delle scimmie di Pierre Boulle pubblicato nel 1963, esce nelle nostre sale Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie, diretto da Matt Reeves. Innanzitutto occorre collocare il film nel suo arco temporale e narrativo, di quella che ormai è una vera e propria saga, iniziata con il film del 1968 con Charlton Heston e che vede tra i suoi prodotti videogames, fumetti e serie tv. Il film è seguito de L’alba del pianeta delle scimmie, uscito nel 2011 e diretto da Rupert Wyatt: entrambi sono dei reboot pensati come sorta di prequel dell’intera saga, quindi con avvenimenti precedenti alla pellicola del ‘68. Il problema quindi, oltre a quello del cambio di regista (che ha abbandonato il secondo film per beghe produttive) era doppio: incastrare tutti i pezzi del film precedente (ma vi assicuriamo che chi non ha visto il primo, riuscirà comunque goderselo benissimo, in quanto sembra un episodio a parte) e fare in modo che si ponessero le basi per gli eventi nel film con Heston.

Non si è trattato dunque di riprendere da un film “spezzato”, come sanno benissimo i fan de Il signore degli anelli, ma di aggiungere un pezzo importante all’enorme mole di eventi che fanno parte di questa enorme epopea distopica contemporanea. E, a parte qualche piccolo intoppo, il prodotto finale non dispiace affatto. Ma cominciamo dalle dolenti note: la sceneggiatura (a opera di un gruppo anche ripreso dal primo film) purtroppo non è all’altezza della situazione, dovendo sobbarcare l’enorme sfida di collegare linguaggio umano e delle scimmie, facendo in modo che entrambi si comprendessero. Il risultato non è molto piacevole non solo nei dialoghi, ma in molte evoluzioni psicologiche dei personaggi e nella poca originalità narrativa, che spinge lo spettatore a una prevedibilità quasi angosciosa. Sì perché il film di Reeves ha un impianto visivo eccezionale (3D sfruttato benissimo), ma si ritrova a lasciare ritmo solo alle attese sequenze di combattimento, girate bene (con l’aiuto della grafica spettacolare degli effetti speciali), ma che lasciano, forse per colpa della fotografia virata molto allo scuro, tutto in uno stato di strana confusione visiva, che confonde corpi e azioni. Meritano però molte sequenze, che hanno dalla loro la potenza fascinativa sullo spettatore, portandolo a non stancarlo (vista la durata della pellicola); accompagnate da una colonna sonora perfetta (curata dal premio Oscar Michael Giacchino) e un lavoro sul suono (non solo della natura, ma anche dei primati) molto ben riuscito e su cui il film punta molto, visto che si svolge gran parte in silenzio (le scimmie usano molto i gesti per comunicare). Punto di forza, su tutti, è la straordinaria interpretazione degli attori che danno corpo (mai termine fu più appropriato) alle scimmie, se Andy Serkis giganteggia (dategli un Oscar ve ne prego) nel ruolo di Cesare (grazie soprattutto, comunque, al lavoro perfetto della Weta Digital, che ha curato gli effetti speciali), i suoi comprimari non sono da meno, regalando interpretazioni che convincono, commuovono, scalfiscono l’anima e lasciano da parte quelle deludenti degli attori “umani”, compreso il povero Gary Oldman, nel ruolo (infausto e senza mordente) del cattivone di turno. Insomma Apes Revolution è un prodotto perfetto per il mercato delle famiglie (non ci sono amputazioni, violenze estreme o scene di sesso) e che vuole innanzitutto porre l’accento sull’importanza delle convivenza, della fratellanza, senza spingere l’acceleratore sulla “difficoltà” di comprension. Visti gli attuali fatti politici mondiali, mai film fu più azzeccato.

E non dimentichiamoci che la pellicola di Revees, anche se un prefetto prodotto “patriottico” americano (le scimmie sostituiscono i forzuti, ma il succo è quello) e etichettata come film fin troppo commerciale, veicola infinite diramazioni metaforiche di cui possiamo solo accennare qualcuna: Stato sociale/Dittatura, Uomo/Natura, Computer Graphic/Corpo e altre che ruberebbero troppe righe e che lasciamo alla curiosità dello spettatore. Tutto è pronto (nel 2016) per il terzo capitolo di questa saga prequel, diretto dallo stesso regista. Riuscirà, stavolta, a regalarci un sussulto degno delle urla (e la forza) di Cesare?

Potrete vedere Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie, in queste sale:

-NAPOLI

Med Maxicinema The Space Cinema

Metropolitan

Modernissimo

-AFRAGOLA

Happy Maxicinema

-CASORIA

Uci Cinemas

-NOLA

The Space Cinema Vulcano Buono

-SALERNO

The Space Cinema Salerno

apesrevolutionimmagine