Riapertura del condono e ristrutturazione in Zona Rossa: fuoco tra Regione e ambientalisti


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«All’interno del collegato alla Legge di Stabilità 2014, approvato dal Consiglio regionale, vi sono alcune norme in materia di urbanistica finalizzate alla semplificazione e alla chiarezza». È il commento dell’assessore all’Urbanistica e al Governo del Territorio, Ermanno Russo. «Per quanto riguarda i comuni rientranti nelle zone a rischio vulcanico dell’area vesuviana – afferma – va sottolineato che le nuove misure incidono, a parità di cubatura, esclusivamente sugli edifici conformi, e quindi non abusivi, rispetto a cui ora è possibile realizzare interventi di demolizione e ricostruzione ma al solo scopo di garantire la staticità degli immobili e misure di efficientamento energetico. Era inevitabile che dopo i tentativi messi in campo negli anni scorsi per l’esodo incentivato nella cosiddetta zona rossa, di fatto non riusciti anche se legittimi e ancora oggi condivisibili – aggiunge – la Regione consentisse alle amministrazioni comunali, su cui ricade la responsabilità amministrativa del governo di quei territori, di poter approvare interventi di stabilità degli edifici a tutela delle popolazioni locali. Ciò pur mantenendo inalterato l’impianto della legge 21 del 2003 per la parte che riguarda il divieto ad incrementare i carichi abitativi».



Ma gli ambientalisti ci vanno giù duro ed accusano fortemente la Giunta Caldoro: «La maggioranza di centrodestra alla Regione, ha preparato un vero colpo di mano, degno della prima Repubblica ponendo la fiducia al maxi emendamento collegato alla Finanziaria regionale che, di fatto, ha approvato, tra le altre, norme su urbanistica e condono edilizio certificando sul fronte del cemento un via libera tutti, una vera e propria follia che rischia di portare un nuovo sacco al patrimonio ambientale e paesaggistico della nostra regione». Lo scrive, in una nota, Anna Savarese, vicepresidente Legambiente Campania: «Il Consiglio regionale – prosegue – non è riuscito nel corso di tre anni ad approvare il Disegno di legge sul Paesaggio e ora con questa manovra surrettizia, ponendo la fiducia per delegittimare il ruolo dell’opposizione approva norme che hanno un impatto devastante sul territorio, a partire dalle zone maggiormente vulnerabili, come la Penisola Sorrentino-Amalfitana e la zona rossa del Vesuvio». «Il rischio di nuovo cemento – denuncia Legambiente – è una manna per speculatori, gli imprenditori del cemento. In dieci anni la “Cemento Spa”, ha realizzato circa 60.000 case abusive, pari a oltre nove milioni di metri quadrati di superficie cementificata. Un assegno in bianco da mettere nella cassaforte dei clan e una manna per i colletti bianchi del Mattone».

«Il nuovo e terrificante condono edilizio voluto fortemente dalla maggioranza di Stefano Caldoro – attaccano inoltre gli ambientalisti della Campania con Francesco Emilio Borrelli dell’esecutivo nazionale dei Verdi e Carmine Maturo coordinatore regionale di Green Italia – è dopo l’epoca di Lauro il più grande favore e sostegno alla cementificazione abusiva, selvaggia e criminale del nostro territorio. Il presidente della giunta campana è proprio sulle orme di Lauro. Anche il fatto che abbia promosso una nuova legge elettorale ad personam contro il sindaco di Salerno ed i 5 Stelle ricorda i metodi laurini della scarpa prima e quella dopo il voto. Dopo le mani sulla città è arrivato il momento delle mani sulla Regione. Daremo battaglia in tutte le sedi contro questo scempio senza precedenti».

ruspe abbattimenti

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