Il guerriero Hercules, accusato di avere fatto strage della propria famiglia, per sopravvivere si ritrova a fare il mercenario. Con lui un manipolo di amici, che, dopo averlo accompagnato durante le note “dodici fatiche”, non fanno altro che aumentare la sua fama di “immortale figlio di Zeus”. Vero o no, il muscoloso guerriero viene “ingaggiato” per salvare la Tracia dall’attacco di un presunto stregone. In realtà le vicende hanno tutta altra piega. Politica, ovvio.

Chi si aspettava di vedere, come sembrava si accennasse nel trailer, le dodici fatiche del noto eroe mitologico in  una nuova versione visivamente più accattivante, rimarrà molto, molto deluso. Sì perché questo nuovo film dedicato al noto “figlio di Zeus”: Hercules – Il guerriero prende tutta un’altra strada. E se, ammettiamolo, l’inizio ha delle premesse interessanti (con appunto la narrazione “spettacolare” di alcune delle famigerate “fatiche”), il tutto, lentamente e stancamente, diventa sempre più difficile da gestire e digerire. Il nuovo film diretto (e coprodotto) da Brett Ratner (dietro al disastroso terzo episodio della saga degli X-Men e dentro a quell’orrore che fu Comic Movie) aveva, però, delle buone premesse, essendo ispirato al fumetto Hercules: The Thracian Wars di Steve Moore ed edito dalla Radical Comics. Un fumetto duro, maturo, che affronta la vicenda senza fronzoli o censure, trattando l’ “eroe” da “uomo”, scritto e illustrato con uno stile molto interessante e, ammettiamolo, molto meglio della pellicola che ispira. Fumetto che viene così trasformato (permetteteci: rovinato) in una sorta di enorme tv movie, con una sceneggiatura imbarazzante (la trascrizione per il grande schermo è opera infausta del duo Ryan Condal, all’esordio sul grande schermo, ed Evan Spiliotopoulos) e che mischia (cosa che rende tutto molto ingestibile) mito e invenzione. Se da un alto infatti alcuni personaggi (chiamarli personaggi in effetti è troppo azzardato, vista la loro anonima volontà di avere una propria presenza nella pellicola, diventando pedine di un gioco alla prevedibilità che, a paragone, fa diventare il film targato Disney del 1997 un capolavoro) fanno parte del mito e risultano anche (quasi) credibili, dall’altro ci sono quelli inventati, ognuno con una precisa dote offensiva, che non fanno altro che far assomigliare tutto a una enorme partita a uno dei ben noti videogame strategici di guerra. Già perché le sequenze più belle (che in effetti ricoprono l’80% di tutto il film) sono proprio quelle che vedono Hercules e compagni impegnati a fronteggiare il nemico, con scene di massa dirette discretamente e con un buon ritmo visivo e che regalano perle trash indescrivibili, come la biga con lame estraibili che falcia i soldati come spighe di grano. Risulta comunque degno di nota il discorso che si può sviluppare dal modo in cui si affronta il “mito” di Ercole, molto lontano dalle “magie” dei narratori e molto più “mortale” di quanto pensassimo. Hercules è molto più “uomo” di quanto possano far credere chi ne narra le gesta, dimostrando come dietro a ciò che risulta incredibile, c’è sempre molto di “materiale”, “umano” e (termine da prendere con le pinze in un film come questo) “reale” (si veda anche tutto il discorso sul “marketing” legato alla figura di Ercole, con i suoi amici che riescono a vendere ai soldati “riproduzioni” dei suoi scudi ed elmi). Ed è interessante anche il collegamento tra Hercules/Dwayne “The Rock” Johnson aizzatore di folle, mito delle giovani generazioni, in gradi di trasformare (attenzione sempre con LA parola e la forza delle sue incredibili gesta) un branco di pecorelle in un esercito di perfetti guerrieri, così come accadeva proprio durante i suoi spettacoli (perché in effetti di questo si trattava) di wrestling. Da menzionare comunque l’ottimo lavoro alla fotografia del “nostro” Dante Spinotti (alcune inquadrature sono affascinanti riproduzioni da illustrazioni classiche) e la bella colonna sonora di Fernando Velazquez. Titoli di coda (come già successo nel già recensito 22 Jump Street) che (per poco) non valgono tutto il prezzo del biglietto. Un film, Hercules, che, dietro al suo buonismo, presenta una manciata di buone idee che fa rimpiangere l’omonima serie cominciata nel ’95 e con il ben più divertente protagonista Kevin Sorbo e che, visto il finale, potrebbe regalarci qualche sequel. All’attivo più di trenta lavori, tra lungometraggi, corti, serie tv e animazione: nonostante tutto, il mito di Ercole non trova mai crisi; a gennaio di quest’anno, infatti, perso nell’ombra di pochissime sale e scomparso nel nulla, era uscito Hercules-La leggenda ha inizio. Insomma la “forza” di Hercules è nel fascino che riesce a trasmetterci la sua aura mitica. Stavolta però, qualcosa è andato storto.

Potrete vedere Hercules – Il guerriero, in queste sale

-NAPOLI

Med Maxicinema The Space Cinema

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Happy Maxicinema

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Uci Cinemas

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Excelsior

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The Space Cinema Vulcano Buono

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San Demetrio

The Space Cinema Salerno

hercules il guerriero