«Mi appello alle forze politiche, agli amministratori locali, di mettere l’uomo al centro delle scelte che compiono». Lo scrive sulla sua bacheca personale del social network Facebook, Antonio Frosolone, il 51enne cassaintegrato del reparto logistico Fiat di Nola, che da dieci giorni sta portando avanti uno sciopero della fame e non sta assumendo i medicinali per il diabete e la cardiopatia dalla quale è affetto da dieci anni, per chiedere il rientro al lavoro e riconquistare la propria dignità».

«L’uomo – prosegue Frosolone su Fb – nella sua complessità di essere bambino, giovane, padre, madre, figlio, affinché poter creare le condizioni di difendere ognuno la propria dignità, condizione determinante per poter costruire una società sana, migliore». Antonio Frosolone, in cassa integrazione da sei anni, annuncia di aver incontrato tante persone, tra le quali anche un operaio in mobilità di una ditta di Casalnuovo di Napoli. «Come lui – spiega – tanti uomini e donne sono nelle nostre condizioni: mi appello alle forze politiche, agli amministratori locali, di mettere l’uomo al centro delle scelte che compiono.

L’operaio, inoltre, sostiene che il suo animo sta bene: «Il mio corpo è un poco debole – aggiunge – ma si va avanti». Le condizioni di salute dell’uomo, infatti, secondo amici e parenti che stanno recandosi nella sua abitazione a Lago Patria, stanno peggiorando. Intanto le associazioni religiose e locali di Pomigliano d’Arco, stanno cercando di organizzare una manifestazione di solidarietà che dovrebbe svolgersi in città la settimana prossima.

sciopero fame