Fu lui a cavallo tra il 2013 ed il 2014 a prendere l’accordo con l’associazione che si occupa di accoglienza, l’ex sindaco Antonio Del Giudice torna sulla vicenda dei profughi a Striano, “cacciati” – dice qualcuno – dalla delibera dell’attuale primo cittadino Aristide Rendina: «Ha gestito il caso in maniera assurda e contraddittoria», afferma Del Giudice.

Dove avrebbe sbagliato Rendina?

«Ci sono troppe versioni sul “no” agli immigrati. In una manifestazione al Museo Civico disse quasi con le lacrime agli occhi che avrebbe voluto accogliere i profughi, poi si viene a sapere che alla prefettura ha detto altro, fino ad annullare la convenzione con l’onlus».

Al suo posto lei cosa avrebbe fatto?

«Avrei valutato il caso e mi sarei mosso per il bene di Striano. Quando chiudemmo l’accordo con l’associazione, il patto era quello di accertare la rendicontazione. Non ci sarebbe stato alcun “sì” a scatola chiusa. Ma serviva valutare l’indotto e cosa poteva restare a Striano dei fondi messi a disposizione dello Stato».

Dunque, forse anche il sindaco Rendina avrà fatto i suoi calcoli…

«Non credo proprio, per lui l’accordo andava annullato a prescindere perché era stato chiuso dalla mia Amministrazione».

L’emergenza immigrati non è finita, a Salerno sono sbarcati altri 1.400 profughi…

«Sarà cura del prefetto trovare le soluzioni più adatte, se Striano verrà presa nuovamente in considerazione spero si facciano scelte più ponderate. E questo non vuol dire che bisogna per forza rendersi disponibili, ma va deciso mettendosi a tavolino e se necessario anche facendo quattro conti».

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