Gli inviati del giornale de “L’Espresso” hanno fatto una ben dettagliata inchiesta sul mondo delle griffe contraffatte del vesuviano, concentrandosi in precise zone.

“Arrivati a Somma, e risalito un groviglio di vie alle pendici del vulcano, si entra nel polmone della maison della contraffazione, dove le differenze tra autentico e imitazione sono minime, se non nulle”, si legge nell’articolo.

Ma non è tutto: “Una El Dorado, come la chiamano gli investigatori della Finanza, che tracciano sulla cartina quattro linee che uniscono i comuni di San Sebastiano, Terzigno, San Giuseppe e Somma Vesuviana. Tra vitigni e alberi di mele annurche è cresciuto un Far West di piccole e medie aziende invisibili al fisco“.

Un business che, secondo le analisi del ministero dello Sviluppo, è tra i tre ed i sette miliardi di euro, dietro solo a quello della droga. Un triste bilancio per una zona ricca di valori e di potenzialità economiche (che purtroppo restano spesso tali) come quella vesuviana.

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