Il rapporto della Dia è chiaro: il Nolano è l’area della provincia napoletana dove la camorra ha sotterrato e fatto sotterrare la maggiore quantità di rifiuti tossici. La mappatura, infatti, mostra una Terra dei Fuochi nel vasto fazzoletto di terra tra Nola, Marigliano, Cicciano e Visciano. E sulla relazione della Direzione Investigativa Antimafia c’è stata l’attenta analisi de “Il Giornale Locale” che ha fatto il quadro delle discariche presenti sul territorio, ricordando che oltre a quelle abusive «ci sono anche le discariche locali di Paenzano a Tufino e lo Stir».

Ma i rifiuti sono solo una parte dell’influenza delle cosche nella zona nolana: ci sono infatti anche gli appalti gestiti dalla criminalità organizzata e da cui non sarebbero esclusi neppure i più piccoli comuni della zona. Nella relazione si parla infatti San Vitaliano, Scisciano, Cicciano, Roccarainola, Cimitile, Carbonara di Nola e Saviano.

Ma lo scenario tracciato da “Il Giornale Locale” diventa di nuovo a tinte tragiche a riguardo dei rifiuti rintracciati sul territorio: «Tra gli scarti catalogati ci sono scorie di fonderie, fluff, cavi elettrici tranciati, materiale di risulta, amianto, pneumatici, polveri grigie, fusti, stracci».

Scavi a Casal di Principe, ricerca di fusti di rifiuti tossici