Duemila anni dalla morte di Augusto, Ottaviano rivuole il capitello custodito a Nola


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Ricorre quest’anno il bimillenario della morte di Cesare Ottaviano Augusto, avvenuta il 19 agosto del 14 dopo Cristo presso la città di Nola. Primo imperatore romano, il suo regno coincise con un periodo di pace, di prosperità economica e di grande sviluppo culturale, noto come età augustea; egli ricostituì l’unità dello Stato dopo quasi un secolo di guerre civili.



Gran parte della sua giovinezza, l’imperatore l’ha trascorsa nel più grande latifondo di famiglia: l’attuale città di Ottaviano. Anche se in realtà, non si sa come, l’attuale territorio conosciuto come località Albertini confinante con Ottaviano, era di proprietà degli Ottavi ed è proprio su questa collinetta, che sovrasta la pianura nolana-sarnese da una parte e il Somma-Vesuvio dall’altra sono stati ritrovati il Capitello che si trova ora nel Museo Archeologico di Nola insieme con altri importantissimi reperti ritrovati e ora collocati in vari depositi. Più che segnalare iniziative che s’intendono compiere per ricordare quest’evento, preme rilevare e suggerire qualche spunto di riflessione, per mettere a fuoco alcuni aspetti legati alla figura di Augusto.

Gennaro Barbato, noto studioso archeologico vesuviano, presidente del comitato civico di Ottaviano ha chiesto al primo cittadino di Ottaviano, Luca Capasso di riportare quanto prima l’importante capitello nella città vesuviana e di impegnarsi con ogni risorsa utile per riunificare la località Albertini al Comune di Ottaviano. Le persone anziane della città di Ottaviano, ricordano che quando ci sono state le costruzioni di vecchi pozzi sono stati trovati dei reperti bellissimi, derivanti propria dall’era dell’imperatore ma ora di questi reperti non c’è nessuna traccia.

capitello

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