Si terrà a Nicolosi, da lunedì a mercoledì prossimi, il primo meeting del progetto Med-Suv (Mediterranean supersite volcanoes) per presentare i risultati delle attività svolte nel corso del primo anno e programmare quelle future, tra cui l’implementazione di un portale per la condivisione dei dati del monitoraggio terrestre e spaziale delle due aree vulcaniche a maggior impatto sociale dei fenomeni naturali: Etna e Campi Flegrei-Vesuvio.

Il progetto, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del 7 Programma Quadro, è coordinato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Coinvolti, 24 istituzioni di ricerca, tra enti e università nazionali e internazionali, agenzie spaziali e piccole-medie imprese. Tra i partner stranieri anche la Western Ontario University e la Hawaiian Volcano Observatory. «L’obiettivo del progetto Med-Suv – spiega Giuseppe Puglisi, dirigente di ricerca dell’Ingv di Catania e coordinatore scientifico del progetto – è sviluppare una collaborazione scientifica a livello mondiale». L’Etna e i Campi Flegrei-Vesuvio, sono aree con un alto rischio vulcanico, monitorate con sistemi tra i più avanzati al mondo, gestiti dall’Ingv, a cui si associa anche una notevole mole di dati satellitari (multi spettrali, radar), acquisiti dalle varie missioni spaziali».

«Durante il meeting – aggiunge Puglisi – saranno illustrate anche le attività di ricerca in corso, tra cui l’esperimento di Tomografia Etna, che vede impegnate una nave oceanografica spagnola, due navi della Marina Militare, oltre 60 ricercatori e circa 150 stazioni sismiche a terra e a fondo mare». I lavori saranno aperti dal presidente dell’Ingv, Stefano Gresta, dal direttore dell’Ufficio rischio sismico e vulcanico della Protezione civile, Mauro Rosi, e dal presidente del Parco dell’Etna, Marisa Mazzaglia. In teleconferenza interverrà l’astronauta dell’Ente spaziale europeo, Luca Parmitano.

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