Si riaccendono le polemiche contro Domenico “Mimì” Auricchio, diventato senatore al termine delle elezioni Europee, con Alessandra Mussolini che ha lasciato il proprio scranno a Palazzo Madama per il primo dei non eletti, proprio l’ex sindaco di Terzigno. E nei confronti di Auricchio arriva l’ira del Pd locale che, attraverso un manifesto, fa intendere che l’ex primo cittadino “non è il nostro senatore”, quantomeno per i democratici.

A firmare il manifesto “Mai nel nostro nome” sono il consigliere comunale, Vincenzo Aquino, il segretario cittadino, Gaetano Miranda, ed il numero uno dei giovani democratici locali, Davide Romano: «L’ingresso in Parlamento di Auricchio – scrivono gli esponenti democratici – è l’ennesimo effetto della legge elettorale “porcata”. Non ci sentiamo rappresentati da chi ha lasciato la città in pessimo stato. È stato condannato – continua il Pd – per reati gravi e sospeso dalle funzioni: non è un buon amministratore».

E ancora: «Terzigno è un cantiere aperto, i giovani non hanno un luogo in cui incontrarsi e non ricordiamo un solo provvedimento effettuato da Auricchio che sia degno di nota. L’unico suo merito – concludono i democratici – è di avere prestato il consenso per l’apertura della discarica ai suoi padrini politici».

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